Un intero continente celebra oggi la Giornata dell’Europa che il 9 maggio vede iniziative sparse anche nelle principali città italiane, a partire da Roma. Chissà se guardandosi intorno sorriderebbero o storcerebbero il naso i leader lungimiranti che furono pionieri dell’Ue! Avvocati, parlamentari e combattenti della resistenza lavorarono ad un progetto europeo fondato su una zona comune di pace e stabilità. Tra essi c’era Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio dei Ministri italiano che dopo la seconda guerra mondiale si impegnò ad essere mediatore tra Germania e Francia in vista di una integrazione europea fondata sul rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto, oltre che sulla protezione per tutti.
Insieme a De Gasperi contribuirono alla realizzazione del sogno europeo anche Altiero Spinelli, fondatore del movimento Federalista; Anna Lindh, Ministra svedese degli affari esteri impegnata nella difesa dei diritti umani; il cancelliere tedesco Helmut Kohl e il presidente francese Francois Mitterrand, uniti da un desiderio di riconciliazione dei rispettivi paesi in epoca postbellica.
I veri architetti dell’integrazione europea furono però Jean Monet, politico francese che unì le sue forze insieme a Robert Schuman; il banchiere olandese Johan Willem Beyen, primo teorizzatore del mercato europeo comune e dell’unione doganale; Kontad Adenauer, promotore della comunità del carbone e dell’acciaio; la scienziata e politica olandese Marta Komplé che si diede da fare per creare il mercato unico; Melina Mercouri, attrice promotrice delle campagne culturali in cooperazione europea, oltre a molti altri uomini e donne che dal 1945 in poi, dopo aver creato la Comunità del Carbone e dell’Acciaio nel 1951, decisero di istituire il parlamento europeo. L’idea di una pace duratura era conseguente alla fine della seconda guerra mondiale datata 8 maggio 1945, che aveva visto il continente devastato con milioni di persone morte o sfollate. Nel 1957 il trattato di Roma istituì la comunità economica europea (CEE), ma bisognava fare i conti ancora con la guerra fredda che dividerà l’Europa per oltre 40 anni.
Occorrerà aspettare il 19 marzo del 1958 perché si riunisca per la prima volta l’Assemblea parlamentare europea, vero precursore dell’attuale parlamento europeo. La riunione si tenne a Strasburgo con Robert Schuman presidente eletto. L’assemblea sostituiva la Comunità europea del carbone dell’acciaio, ma sarebbe stata pronta il 30 marzo del 1962 a chiamarsi parlamento europeo.
Una conferenza tenuta a Parigi il 9 e 10 dicembre 1974 stabilì l’elezione diretta per il parlamento europeo, mentre nel gennaio del 1975 fu approvata una lunga convenzione con cui capi di Stato e di governo raggiunsero una visione di insieme giusto un anno dopo, nel 1976, a Bruxelles. Se prima infatti i membri del parlamento europeo venivano designati dai parlamenti nazionali di ogni Stato membro che godeva per ogni deputato di un doppio mandato, dal 10 giugno 1979 in poi le prime elezioni per il parlamento europeo affidarono al popolo la scelta di chi li avrebbe guidati in una visione più ampia di comunità allargata che oggi ovunque si festeggia.


