Un anno di conflitto in Ucraina e quasi mille persone coinvolte nella capitale per accogliere rifugiati e migranti. Il modello romano di Refugees Welcome spalanca le braccia agli ucraini costretti ad abbandonare la propria casa (sono più di 8milioni dallo scoppio della guerra, di cui 170mila arrivati nel nostro Paese) e fa invidia all’Europa.
Lo si evince da un primo bilancio dato dall’Albo delle famiglie accoglienti di Roma, unicum a livello internazionale, partito da una semplice disponibilità resa mediante una landing page, creata appositamente.
La società civile capitolina si è resa protagonista dell’emergenza umanitaria dal 14 marzo 2022 in poi, in concomitanza con l’arrivo a Roma di migliaia di persone rifugiate dall’Ucraina.
«Ogni famiglia è stata accuratamente profilata per valutarne l’idoneità all’accoglienza», sottolinea Fabiana Musicco, presidente di Refugees Welcome Italia. «Sono stati analizzati gli elementi di adeguatezza dell’abitazione all’accoglienza, ma anche la verifica della corrispondenza delle aspettative e della comprensione di cosa significhi un’accoglienza interculturale. Per l’anno 2022, il totale delle convivenze attivate grazie allo strumento dell’Albo delle famiglie accoglienti di Roma è stato di 91, per un totale di 163 persone ospitate, di cui 53 minori. La principale sfida per il 2023 sarà quella di diffondere capillarmente l’albo sul territorio di Roma, rendendo questo modello – testato principalmente in funzione dell’emergenza ucraina – strutturale e includendo per quanto più possibile persone di altre nazionalità».
La metodologia di lavoro risultata vincente, si rende replicabile con partenariati con il resto dell’Europa e si fonda sull’accoglienza in famiglia e mentoring, con inserimento di donne con minori in contesti familiari finalizzati all’offerta di una permanenza di medio o lungo periodo nella Capitale.


