Sarà il 40esimo sovrano incoronato dal 1066 nell’abbazia di Westminster, per il 70enne erede al trono britannico, dopo la scomparsa di Elisabetta II. Carlo, sotto gli occhi attenti di milioni di sudditi e curiosi, 2000 ospiti d’onore, compreso per l’Italia il presidente Sergio Mattarella, diventerà ufficialmente re insieme alla 75enne regina Camilla, sua consorte.
Il tragitto del corteo reale, aperto al pubblico scatta alla 10.40 locali (le 11,40 in Italia) da Buckingham Palace, e sarà a bordo di una carrozza moderna con aria condizionata. I sovrani attraverseranno il vialone imbandierato del Mall, poi costeggeranno Trafalgar Square, Whitehall e Parliament Square. Poi accederanno all’abbazia in presenza di William e Kate, e il loro primogenito George, in prima fila fra i piccoli paggi reali.
La liturgia inizierà alla 11 locali, officiata secondo il rito della Chiesa nazionale anglicana, alla presenza dell’arcivescovo primate di Canterbury, Justin Welby, con l’inno dell’incoronazione, composto per l’occasione da sir Andrew Lloyd Webber.
Carlo III prenderà posto sul trono medievale di Sant’Edoardo il Confessore, collocato sulla Pietra del Destino (oggetto storico conteso per secoli dalla Scozia e ora trasferito a Londra solo in prestito dal castello di Edimburgo). Qui presterà giuramento. Poi sarà unto con l’olio santo posto in un’ampolla d’oro del ‘600. Verrà deposto sulle spalle del re, un ricco mantello ornamentale, la Supertunica, e quindi sulla sua testa della Corona di Sant’Edoardo: gioiello d’oro del peso di due chili tempestato di rubini, topazi, ametiste ed altre pietre preziose rimodellato in effetti nel 1661.
Seguirà la proclamazione e l’invito dell’arcivescovo di Canterbury a giurare lealtà al re secondo una formula ad hoc. Concluso il cerimoniale dedicato al sovrano, spetterà a Camilla essere a sua volta proclamata formalmente regina con un procedimento più rapido di unzione, incoronazione e intronizzazione, accanto a Carlo. Camilla indosserà la corona realizzata a inizio ‘900 per la regina Maria, moglie di Giorgio V, privata tuttavia di alcuni diamanti d’epoca coloniale rivendicati oggi dall’India.


