Ondate di calore fuori dalla norma in Italia. La settimana più rovente a causa dell’anticiclone Caronte, mette a dura prova chi deve lavorare all’aperto e naturalmente fuori casa.
Cosa fare dunque per sopravvivere al caldo infernale ottemperando ai propri doveri?
Prima di tutto occorre rinfrescare l’ambiente di lavoro:
– controllare la temperatura all’interno delle stanze tra le 08.00 e le 10.00, alle 13.00 e la notte dopo le 22.00. La temperatura non dovrebbe superare i 32 °C durante il giorno e 24 °C durante la notte;
– socchiudere le finestre e oscurarle (con serrande, persiane, tapparelle o tende) durante le ore più calde, soprattutto quelle esposte al sole;
– regolare la temperatura dei climatizzatori tra i 24°C e i 26°, utilizzandoli in modalità deumidificatore;
– se si utilizzano ventilatori meccanici, non indirizzare il flusso di aria direttamente sulle persone;
– adottare alcune precauzioni per spostarsi in macchina: se la macchina è rimasta parcheggiata al sole, ventilare l’abitacolo prima di rientrare e iniziare il viaggio con i finestrini aperti o il climatizzatore attivato;
– indossare indumenti chiari, leggeri in fibre naturali (es. cotone, lino), un cappello leggero e occhiali da sole;
– assumere abitudini alimentari adeguate: bere almeno 2 l di acqua al giorno, evitando alcolici, bevande molto fredde, limitando l’assunzione di bevande gassate o zuccherate o con caffeina;
Per chi svolge un’attività lavorativa e intensa attività fisica all’aperto:
– programmare i lavori più faticosi in orari mattutini e preserali;
– garantire la disponibilità di acqua nei luoghi di lavoro: bere acqua fresca (aggiunta di sali minerali) e rinfrescarsi con bevande idro-saline. E’ importante consumare acqua prima di avvertire la sete;
– mettere a disposizione cappello a tesa larga e circolare per la protezione di capo, orecchie, naso e collo, e abiti leggeri in tessuto traspirante;
– prevedere pause durante il turno lavorativo in un luogo il più possibile fresco;
– stabilire turni di lavoro considerando le esigenze dei lavoratori con malattie croniche.


