Caivano(NA). Aria di smobilitazione nella coalizione dell’ex sindaco Enzo Falco. L’annuncio della sua ricandidatura non è arrivato ancora perché tra i pochi che in apparenza gli sono rimasti fedeli nessuno è destinato a sacrificarsi ed a perdere le elezioni. Senza i Cinque Stelle e senza i voti di Del Gaudio, Ponticelli e De Lucia, l’ex sindaco non avrebbe ci ti nemmeno l’altra volta. Figuriamoci adesso che esce da un fallimento politico e amministrativo. Il Pd, quello vero, è non dei parenti, mal lo sopporta e in caso di Falco bis molti pezzi da 90 dei democrat sono pronti a spostarsi in coalizioni competitive è più serie. Anche al centro, tra gli ex fedelissimi di Monopoli passati a sinistra alle ultime Amministrative, c’è aria di attesa. Se Falco non riuscirà a mettere in piedi una coalizione competitiva, Mimmo Falco e Gaetano Lionelli, non avranno problemi a salutarlo ed a spostarsi dall’altra parte. Lo stesso Francesco Emione deve valutare bene cosa fare perché per l’ennesima volta si ritrova a voler fare il candidato a sindaco ma il centrosinistra gli spiega che non lo considera all’altezza e dovrà rassegnarsi al ruolo di eterno portatore d’acqua. Non ha chance di uscire candidato a sindaco nemmeno, come in questo caso, di fronte ad una sconfitta annunciata. Il Pd e la sinistra lo considerano solo come un portatore di voti, senza alcuna capacità amministrativa e di leadership.
Dopo l’estate Falco rischia di passare alla storia come colui che ha pensionato il centrosinistra che, difficile pensarlo ma è così, oggi cammina sulle gambe di soggetti come Giamante e Carmine Peluso che di sinistroo nella loro carriera hanno dimostrato di avere solo il braccio. Altre sue colonne portanti dell’ex amministrazione di centrodestra a guida Monopoli.
Il centrosinistra di Falco è una coalizione innestata, senza una reale identità e senza un collante vero sui temi, che appena ha perso il contatto col potere si sta sgretolando giorno dopo giorno. E nei prossimi mesi, dopo l’estate, la smobilitazione sarà a tutto evidente.
Sul fronte opposto l’unica vera alternativa per il centrodestra si chiama Simone Monopoli mentre al centro prende sempre più corpo una coalizione di civiche che vede una leadership forte, quella di Antonio Angelino. Ora la sfida per il giovane politico Caivanese è riuscire laddove tutti hanno fallito: la selezione della classe dirigente. Inutile fingere di non vedere, davanti la porta di Angelino c’è la fila ora dovrà lui e i leader che tre anni fa hanno messo in campo un progetto politico di svolta totale, non abbandonare la strada del cambiamento e fare selezione nelle liste. Rinunciare anche a qualche candidatura elettoralmente forte ma preferite soggetti che siano in grado prima delle elezioni e non dopo di sottoscrivere regole chiare su comportamenti, obiettivi e valori. Niente somme urgenze, obbligare gli uffici a svolgere gare d’appalto trasparenti, giunta di qualità e politica con le mani fuori dalla gestione, tagli alle indennità di assessori e consiglieri, competenza in amministrazione anche attraverso l’innesco di tecnici esterni capaci di dare seriamente indirizzo efficienti agli uffici. Angelino se riuscirà a fare questo si dimostrerà ancora una volta l’unica vera alternativa a trent’anni di politica fallimentare e con un ragionamento sui programmi potrebbe attirare le simpatie anche del Movimento proprio per affermare un cambiamento che sia reale, concreto e non solo di facciata.
Da settembre ne vedremo delle belle partendo proprio dalla coalizione dell’ex ai faxò che si scioglierà come neve al sole. E lì Angelino non dovrà cedere. Porte aperte ai migliori, a chi ci divide voglia di cambiamento e regole nuove. Tenendo fuori franchi tiratori e coloro che hanno sempre interpretato la politica come uno strumento per alimentare interessi personali.


