E’ iniziato l’esodo dei palestinesi che si sono messi in marcia verso sud per uscire dalla Striscia di Gaza dopo un preavviso di evacuazione di 24 ore da parte di Israele. Le condizioni della città di Gaza sono pessime: blackout elettrico e assenza di cibo e acqua. Nonostante l’invito di Israele a lasciare la città, Hamas invita gli abitanti a restare e a non cedere alla propaganda di Israele. Ma Gaza è un territorio con una densità abitativa elevatissima con oltre 2,3 milioni di abitanti.
Immediato l’appello anche delle Ong: «Siamo allarmati dalla richiesta fatta dal governo di Israele a più di un milione di palestinesi di lasciare il nord di Gaza in meno di 24 ore. Israele deve revocare immediatamente questo ordine, poiché il trasferimento dell’intera popolazione, in tempi così brevi, mette a rischio la vita di coloro che sono costretti a fuggire. Nessuna garanzia è stata fornita per la loro sicurezza durante il transito o per la sicurezza dei civili rimasti nella Striscia di Gaza. Mentre i combattimenti continuano». Le agenzie umanitarie che operano a Gaza riferiscono che è in corso una crisi umanitaria di incredibile entità. Non ci sono strutture adeguate ad ospitare in sicurezza i residenti del nord di Gaza. E la loro incolumità rimane a rischio, dato che gli attacchi aerei israeliani continuano a colpire il centro e il sud di Gaza.
Intanto, secondo Josep Borrell, capo della politica estera Ue, il piano di evacuazione proposto da Israele è pura follia: impossibile evacuare un milione di persone in una situazione critica come quella di Gaza definendolo uno “scenario da evitare”.
Secondo l’Onu sono 423mila i palestinesi che hanno lasciato le loro abitazioni di Gaza prima dell’ordine di evacuazione di Israele. Le forze armate israeliane, invece, hanno fatto sapere che nella giornata di oggi ci saranno due corridoi umanitari per consentire ai civili di spostarsi in sicurezza verso sud.


