Primi esami autoptici sul corpo di Alberto Rizzotto, l’autista del pullman di Mestre, morto a 40 anni insieme ad altre 21 persone, sul bus turistico precipitato da un cavalcavia il 2 ottobre.
Non ci sarebbero evidenze di un malore, secondo Guido Viel, uno dei due medici legali a cui è stata affidata la procedura di medicina legale. Nessuna informazione aggiuntiva viene data al momento, in attesa dell’analisi autoptica completa che dovrebbe durare una decina di giorni, come divulgato dal Procuratore capo di Venezia Bruno Cherchi.
Nonostante quella dell’improvviso malore sia apparsa l’ipotesi più accreditata per la dinamica dell’incidente in cui il pullman, che, secondo esame della polizia locale prima di precipitare ha strisciato contro il guardrail per ben 27 volte, esistono molti buchi neri sull’epilogo della vicenda.
Mancano infatti segni di frenata o di controsterzata del mezzo su strada, ragion per cui si attende una ulteriore perizia sul guardrail, in data 25 ottobre. L’inadeguatezza dell’infrastruttura obsoleta, accusata di non aver retto l’urto, resta davvero l’unica causa dell’incidente mortale?
Bisognerà dunque attendere la fine di ottobre per cercare di avere un quadro più approfondito sul caso di Mestre.


