Un numero allarmante emerso dal quarto report di ActionAid per quanto riguarda l’aumento del tasso di povertà alimentare nel nostro paese. I dati, giunti in procinto della Giornata Mondiale dell’Alimentazione di lunedì 16 ottobre, segnalano che tra il 2019 e il 2022 le persone che ricevono aiuti alimentari sono aumentate di 98.000 unità solo in Campania, dove si segnala il tasso più alto di povertà alimentare che riguarda il 20,2% della popolazione di cui, oltre 488 mila ricevono aiuti alimentari. In Italia, invece, il fenomeno riguarda più di 6 milioni di italiani.
La povertà alimentare rende impossibile consumare un pasto completo con carne, pollo, pesce o equivalente vegetariano almeno una volta ogni due giorni e con l’impossibilità di uscire con amici o parenti per mangiare o bere qualcosa almeno una volta al mese.
Il tasso di povertà alimentare risulta più diffuso fra i disoccupati (28,3%), le persone inabili al lavoro (22,3%), coloro con istruzione uguale o inferiore alla licenza media (17,4%), giovani tra i 19 e i 35 anni (12,3%) e adulti tra i 50 e i 64 anni di età (12,7%), stranieri (23,1%), chi vive in una casa in affitto (22,6%) e le persone che vivono nelle aree metropolitane (13,3%). Guardando alla composizione del nucleo famigliare, invece, sono quelle monogenitoriali (16,7%) e quelle con 5 o più membri (16,4%) a registrare i tassi più elevati.
“In periodi di recessione, che causano l’aumento della povertà e riducono fortemente il potere d’acquisto delle famiglie, misure di protezione sociale e in particolare quelle di sostegno al reddito sono fondamentali per evitare che la povertà alimentare cresca” – dichiara Roberto Sensi, Responsabile Programma Povertà alimentare ActionAid Italia il quale sottolinea come sia necessario un nuovo approccio multidimensionale capace di offrire risposte alle varie dimensioni dell’esperienza alimentare e in primis quella sociale.


