Cerca di smentire la concezione dei carceri fortezza, il detenuto fermato a Rebibbia prima di poter scappare. Nel pomeriggio di ieri un italiano ha cercato di evadere durante l’ora di passeggio.
L’uomo con problemi psichiatrici credeva di non essere visto e ha deciso di sfondare un cancello esterno del cortile, per dirigersi verso gli uffici della direzione adiacenti all’uscita del carcere.
La tentata invasione è stata però sventata dal personale di polizia penitenziaria che si è subito accorta di quanto stesse accadendo, intervenendo per bloccare il detenuto.
Da qui la richiesta rivolta al Ministero per prevedere una ricompensa per i poliziotti che attivamente hanno sventato l’evasione.
Il segretario nazionale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria, Maurizio Somma, ha colto l’occasione al balzo per lanciare una ulteriore petizione allo Stato. Ha richiesto la presenza di quest’ultimo nelle carceri della nazione e del Lazio in particolare, in cui si verificano diffuse impunità, soprattutto per quanto riguarda i detenuti stranieri.
L’appello viene rivolto in particolar modo al sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro, affinché si preoccupi di “ristabilire ordine e sicurezza con tolleranza zero verso i detenuti violenti che in carcere sono convinti di poter delinquere nell’immunità assoluta”.
Si richiede altresì un incontro urgente per programmare riforme strutturali, riapertura degli ospedali psichiatrici giudiziari, il potenziamento dell’organico del corpo di polizia penitenziaria e la previsione per i tossicodipendenti di uno sconto pena in comunità.


