Aiuti dal cielo di Gaza: messaggio umiliante per le vittime di guerra

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Gli aiuti umanitari cadono dal cielo per chi sulla striscia di Gaza, vittima di una guerra ingiusta, aspetta cibo ed assistenza sanitaria. C’è poco da gioire di questo “ardimentoso” metodo che segna la sconfitta dell’Occidente e della politica di essere concretamente unito nel supporto che può dare ad una fetta di mondo al collasso, senza lo spiraglio di un cessate il fuoco imminente.

In 133 hanno sganciato in volo 66 pacchi con 38mila pasti pronti che dovrebbero tamponare il rischio carestia denunciato dalle Nazioni Unite. L’immagine della folla che correva affamata in una Babele che sembra non aver ottenuto evoluzione, è fotografia di un popolo che dispone dell’elemosina statunitense, in ogni senso…soprattutto metaforico.

Non ci sono medicine di cui la gente potrà usufruire, per cui si tratta di aiuti a metà, e neppure completamente vitali, dal momento che la giustificazione della “fragilità del materiale da trasportare” non può essere paragonata alla reale necessità di cure mediche che forse, più di un pasto, servono per andare avanti.

Il punto è che se Biden volesse davvero aiutare, dovrebbe fare ben altro! Prima aveva scagionato Israele dalla strage avvenuta all’ospedale di Gaza; poi aveva esortato il suo governo “a non ripetere gli errori commessi dagli Stati Uniti dopo l’11 settembre”. Era ottobre 2023 e il Presidente degli Stati Uniti stava scegliendo quale linea politica dare al conflitto in Medio Oriente. Annuncia appena 5 giorni fa la possibilità di un ‘cessate il fuoco’, per poi ritrattare dicendo che non è cosa presto fatta; oggi confonde Gaza con l’Ucraina in un suo commento sulla necessità impellente di offrire ancora più aiuti umanitari sulla striscia. Mostra così al mondo una parodia di se stesso e del suo operato che non si comprende in che direzione ondeggi sull’altalena geopolitica attuale, contemplando anche l’influenza dell’opinione pubblica mondiale, Onu compresa.

Sembra che il presidente stia tenendo il freno verso una eventuale linea dura da adottare nella gestione del conflitto. La sua amministrazione ha intanto concesso ad Israele, fino alla metà di marzo, tempo per firmare una lettera in cui assicura che rispetterà le leggi internazionali con l’uso delle armi americane, consentendo così l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza.

Oggi il Presidente ribadisce che si sta lavorando duramente per un cessate il fuoco temporaneo tra Israele e Hamas, che potrebbe durare fino a 6 settimane, ribadendo di voler far arrivare sufficienti aiuti umanitari in un corridoio che potrebbe aprirsi via mare.

Intanto dall’inizio della guerra ad ora, 30mila sono stati i morti stimati ed il Consiglio di sicurezza riunito a porte chiuse il 29 febbraio, ha sottolineato l’urgenza internazionale di affrontare la situazione del conflitto tra Hamas e Israele con la pace.    

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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