Dalla convenzione UNESCO stipulata nel 2003 alla valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale immateriale del nostro Paese. Il censimento nazionale di riti, tradizioni e feste storiche italiane rientra in un progetto presentato a Roma da Unione nazionale Proloco con Anci e Icpi che puntano a catalogare oltre 200 mila espressioni culturali dei nostri territori. Il valore delle piccole comunità rientrerà nella mappatura fondata su iscrizione coordinata e condivisa, inventari, registri, archivi e piattaforme sia territoriali che nazionali.
Un team di ricercatori antropologi, basandosi su modelli di schede di valutazione elaborati dall’Istituto centrale del patrimonio immateriale, insieme a volontari puntualmente formati, valuterà i materiali raccolti in collaborazione con le amministrazioni locali. I dati saranno presenti anche i archivi digitali che permetteranno di conoscere in modo interattivo i beni immateriali di ogni singola città, destinandoli così ad un pubblico più ampio.
L’Italia rientra tra i primi paesi al mondo a promuovere un siffatto censimento fondato sul recupero di espressioni e tradizioni custodite nella memoria della popolazione. Lo scopo è di tenerle in vita per sempre, facendole rientrare nel patrimonio nazionale italiano. È questa la volontà della legge approvata alla camera che presto sarà discussa in Senato, con cui lo Stato riconoscerà il patrimonio culturale immateriale come valore identitario e storico per gli individui.


