È polemica, a Roma, sui lavori che hanno interessata la ciclabile di via Tuscolana all’altezza della salita del Quadraro, nel cuore del Municipio VII
A Roma c’è una pista ciclabile che sta facendo discutere la cittadinanza. Nel Municipio VII, all’altezza del Quadraro, è stata da poco inaugurato un tratto della ciclabile su via Tuscolana che ha lasciato non poche perplessità: è comparso un guard rail particolarmente alto, in buona parte già arrugginito, non ci sono segnali che indicano la presenza di una ciclabile e, inoltre, in cima alla piccola salita non c’è un passaggio per le biciclette. Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di Luigi Astorino, geometra ed esponente di Forza Italia, che spiega da un punto di vista normativo perché l’intervento presenta delle criticità.
«La salita di via Tuscolana/Quadraro, strada martoriata dai lavori, è una pista ciclabile pericolosissima dalla quale improvvisamente è sparita tutta la segnaletica a terra. In Italia, l’integrazione della Normativa barriere stradali EN 1317, normativa tecnica, si applica ai sensi del D.M. 21.06.2004 principalmente sulle strade con velocità consentita pari o superiore a 70 km/h. La protezione è tassativa in punti critici quali bordi di ponti/viadotti, spartitraffico, rilevati con dislivello superiore a 1 metro e scarpate con pendenza marcata.
Nella strada in questione essendo all’interno del contesto urbano classificata tra quelle “D: Strada di scorrimento” e strada “E: Strade urbane di quartiere”, dove la velocita consentita è di 50 km/h, avrebbero potuto evitare il posizionamento delle barriere, anche perché già totalmente arrugginite e pericolose per via degli spuntoni che sorreggono tutta la struttura (la gomma posta in alcuni punti non sembra essere sufficiente a garantire l’incolumità delle persone). Al contrario, le barriere sono opportunamente posizionate dove vi è il cavalcavia sulla ferrovia. Per un’opera attesa da oltre due anni e costata oltre 600mila euro, si doveva e poteva fare molto di più».


