Sono passati 40 anni dal giorno della scomparsa di Emanuela Orlandi. Suo padre Ercole, morto nel 2004 aveva dichiarato: «sono stato tradito da chi ho servito». Il giallo della 15enne che amava suonare il flauto, resta ancora irrisolto.
La ragazzina che oggi avrebbe 54 anni, fu avvicinata da una BMW al ritorno dalla scuola di musica. Emanuela aveva telefonato poco prima ad un’amica, dicendole che durante uno dei suoi giri nei giardini vaticani una persona vicina al Papa l’aveva infastidita con attenzioni che oggi chiameremmo abusi. I genitori non sporsero subito denuncia ed una volta fattolo, iniziò il loro calvario per abbattere il muro di omertà innalzato sul caso della giovane cittadina vaticana.
Ancora oggi la famiglia Orlandi chiede giustizia e verità per Emanuela, tanto da lanciare un appello ai senatori della Repubblica italiana, perché non nascondano ciò che si cela dietro a questo giallo.
“La famiglia Orlandi si appella alla coscienza di ciascun senatore della Repubblica affinché si persegua la massima chiarezza e trasparenza rispetto alla vicenda di Emanuela Orlandi e a tutto quanto a questo caso possa essere correlato”, si legge in una dichiarazione diffusa dal legale della famiglia, l’avv. Laura Sgrò, in vista della decisione e dell’eventuale voto sugli emendamenti in merito alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.
“L’italia tutta merita oggi il segnale che è finalmente finito il tempo in cui non si cerca la verità. Il Parlamento, con l’istituzione di una commissione d’inchiesta, non potrà che essere determinante”, aggiunge.


