Protesta nel carcere di Rebibbia. Un detenuto di origini italiane, collocato nel padiglione G11 della struttura penitenziaria di Roma, scavalca la recinzione del cortile passeggi e una seconda perimetrazione per poi arrampicarsi sulla gru di un cantiere interno.
A darne notizia è il Segretario generale della Fns Cisl Lazio, Massimo Costantino. Si parla di gesto di protesta estremo, dovuto alle patologie psichiatriche da cui è affetto il detenuto.
«Siamo alle prese con un ennesimo gesto che conclama la vulnerabilità del sistema penitenziario le cui sorti si reggono per quel che è possibile esclusivamente sul diuturno sacrificio degli operatori, primi fra tutti quelli del Corpo di polizia penitenziaria in sottorganico di 18mila unità”, dichiara il segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria.
Si sottolinea ancora una volta l’emergenza penitenziaria, chiedendo al ministro della Giustizia Carlo Nordio, di varare un decreto legge per messa in sicurezza di strutture detentive, rafforzamento della Polizia penitenziaria, reingegnerizzo del sistema d’esecuzione penale.


