Fatalità beffarda quella del bus turistico precipitato da un cavalcavia ieri sera a Mestre, finendo sui binari della linea ferroviaria con collegamento per Venezia.
Il mezzo noleggiato come navetta dal camping Hu di Marghera per i suoi ospiti, aveva a bordo 40 passeggeri. E’ arrivato al suolo dopo aver toccato i fili dell’elettricità, volando per circa 10 metri.
Quindici i feriti e 21 i morti nella strage che ha visto il pullman prendere fuoco. Tra loro ci sono cittadini ucraini, tedeschi, francesi e croati, ma anche due bambini.
L’autista Alberto Rizzotto, un 40enne italiano, risulta tra le vittime. Era considerato dai colleghi un conducente esperto. Dietro la causa del nefasto accadimento, ci sarebbe probabilmente un suo malore.
Colpiscono intanto le immagini del patriarca che a mani giunte e in religioso silenzio, benedice le salme allineate dei malcapitati nell’incidente mortale.
Il sindaco della città di Venezia, Brugnaro, anch’egli sopraggiunto sul posto, ha dichiarato il lutto cittadino.
La dinamica dell’incidente del bus di linea, è in via di ricostruzione da parte della Polfer. Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo da parte della Procura.
Lo scenario definito da molti “apocalittico”, ha visto molte ambulanze correre per i soccorsi.
La linea tra Mestre e Venezia è stata sospesa per agevolare gli aiuti e l’autobus deflagrato è stato rimosso alle prime luci dell’alba. È una carcassa che serba la traccia del dolore di una città e di tante famiglie devastate dalla tragedia.
Il bilancio dei feriti è stato aggiornato dal prefetto di Venezia, Michele Di Bari: “Tra i 15 feriti, 11 sono stati già identificati: 4 ucraini, 1 tedesco, 1 francese, 1 croato, 2 spagnoli e 2 austriaci”. Alcuni di essi sono in rianimazione; due sono stati operati nella notte a Padova e sono ricoverati in terapia intensiva.
Intanto la Usl di Venezia ha attivato il protocollo per le grandi emergenze.


