Murale dei diritti, a Milano l’omaggio a 200 persone straordinarie

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Un murale che ricorda tutti i diritti dell’uomo. Milano affida all’arte la sua denuncia ed il suo racconto egualitario e lo fa grazie all’intuizione del collettivo artistico Orticanoodles e dell’associazione Orme – Ortica Memoria, che sabato 7 ottobre ha inaugurato l’opera come un museo a cielo aperto, in omaggio a 200 persone straordinarie che hanno fatto la storia dei diritti umani e civili.

Il murale dei diritti realizzato su una facciata del palazzo di via Ortica 1, ricorda anche i migranti morti nel naufragio del 3 ottobre 2013, a Lampedusa.

In un arcobaleno di colori il piccolo quartiere milanese celebra i diritti fondamentali della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 75 anni fa, con i ritratti di Amalia Ercoli Finzi, Don Virginio Colmegna, Franca Rame, Michela Murgia, Mariasilvia Spolato, Altiero Spinelli, che, a Milano, 80 anni fa, fondò il Movimento Federalista Europeo dopo la prigionia fascista; Franca Viola, prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore; Masha Amini, attivista uccisa a Theran per la protesta per i diritti delle donne in Iran; Cesare Castiglioni, fondatore della Croce Rossa Italiana, Riccardo Bauer, artefice della rinascita della Società Umanitaria di Milano, la pedagogista Giuseppina Pizzigoni; Elda Mazzocchi Scarzella, ideatrice del Centro di assistenza per le madri arrivate dai campi tedeschi con figli concepiti durante la prigionia; Gianni Delle Foglie e Ivan Dragoni, pionieri delle unioni omosessuali in Italia.

Insieme a loro ci sono anche Alessandra Kustermann, prima donna primario della Clinica Mangiagalli di Milano e fondatrice, nel 1996, del primo Centro antiviolenza; Gino Strada e Teresa Sarti, Giovanna Cavazzoni, fondatrice dell’associazione Vidas, che offre assistenza sociosanitaria gratuita ai malati terminali, Samantha Cristoforetti, Franca Valeri, Bruno Munari.

Non mancano i ritratti di giornalisti che hanno lottato per la libertà di informazione e soprattutto per la verità: Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Anna Politkovskaja, Walter Tobagi, Giancarlo Siani, Giuseppe Fava, e di attivisti come Patrick Zaki, Vittorio Arrigoni, Guido Puletti.

Il murale è un’opera che dona ispirazione a lavorare per l’interesse comune, con senso di giustizia. Lo testimoniano i volti dell’ambasciatore Luca Attanasio, del medico forense Cristina Cattaneo, direttrice del Labanof che lavora per identificare i migranti morti nei naufragi nel Mediterraneo; del magistrato Rocco Chinnici, che istituì il pool antimafia; di Giorgio Perlasca, che salvò gli ungheresi dallo sterminio nazista; di Tina Merlin, che accese un faro sul disastro della diga del Vajont; di Carlo Urbani, medico che per primo identificò il virus della Sars; dello psichiatra Franco Basaglia, impegnato nella rivoluzione della malattia mentale; del primo premio Nobel per la pace Henry Dunant.

L’opera corale promuove anche l’importanza della cultura e dell’istruzione con le figure di
 Eglantyne Jebb, autrice della prima Carta dei Diritti del Bambini; di Ersilia Bronzini Majno, fondatrice dell’Asilo Mariuccia, Don Lorenzo Milani e Malala Yousafzai. Rachel Carson, Greta Thumberg, Autumn Peltier, il premio Nobel Giorgio Parisi, le ricercatrici Federica Bertocchini e Barbara Mazzolai, ricordano la lotta per il diritto alla tutela dell’ambiente.

L’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, commenta entusiasta il messaggio del murale: “Conservare la memoria di chi ha investito la propria vita, a volte anche a costo di perderla, per difendere quei diritti che fanno di ogni donna e di ogni uomo una persona libera, oltre a essere un dovere per qualunque amministrazione pubblica, è un impegno civico. Ci si sente piccoli di fronte a tanta grandezza umana. Il mio invito, guardando questo grande murale, è quello di guardare all’insù e di farci ispirare a essere persone migliori”.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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