Gerusalemme priva di turismo. La guerra in corso tra Israele ed Hamas tiene lontano i visitatori dalla Città Vecchia che risulta abbandonata con un danno per l’economia locale.
Attività commerciali chiuse e pochi negozianti rimasti al lavoro. Questa la fotografia di un luogo che prima pullulava di voci ed affari. Le quasi quattro settimane di guerra aleggiano nell’aria e i pochi negozianti del posto dichiarano all’agenzia AFP: “Non c’è più un’industria del turismo. Abbiamo famiglie, abbiamo figli… Ora non esiste nessuna attività, nessun reddito, nessuna entrata, nessuna vita. Come si fa a spendere soldi, se non si hanno soldi?”.
La Città piena di siti sacri per pellegrini di ogni credo religioso, risente degli effetti delle oltre 9.000 persone uccise nella guerra sulla striscia di Gaza. La Basilica del Santo Sepolcro, dove per i cristiani Gesù è stato crocifisso e sepolto, è quasi vuota e da luogo vivo si è trasformato in deserto, come racconta Pietro Mazzocco, uno studente italiano di 31 anni in seminario a Gerusalemme.
Questa la conseguenza dei tanti pacchetti turistici cancellati, insieme ai voli per Israele. Chi riesce a partire in modo ostinato perchè aveva già effettuato la sua prenotazione turistica mesi fa, deve sottoporsi a lunghi colloqui con con le autorità israeliane.
La gente del posto è guardinga ed anche le preghiere del venerdì alla Moschea di Al-Aqsa sono diminuite. Dappertutto ci sono posti di blocco e pattuglie.
Molti residenti della Città Vecchia sono palestinesi ed hanno paura delle forze israeliane presenti sul posto. Non vogliono lasciare le case e i commercianti del luogo hanno dichiarato: “È un momento pericoloso. Niente è sicuro. Speriamo in una pace per tutti. Non vogliamo ucciderci a vicenda come animali. Abbiamo bisogno di vivere”.


