Sfruttavano la disabilità mentale di decine di assistiti presso la Cooperativa sociale Oasi Emmanuele di Favara. Lo facevano usando la carta da reddito di cittadinanza fatta ottenere indebitamente. Si concedevano con questo stratagemma shopping di lusso, camere di albergo a Tarquinia, manutenzione di due Porsche.
Sotto accusa 7 indagati, la cui richiesta di rinnovo beneficio a titolo dei disabili, è stata respinta, quando ci si è accorti che i titolari del reddito erano accolti in una struttura di ricovero, con spese a carico dello Stato.
Il dramma è che la cooperativa presso la quale lavorano, non è nuova alle indagini. La procura della Repubblica di Agrigento ha già concluso l’inchiesta mandando i 7 a processo, accusati di appropriazione indebita, considerando inoltre che l’Oasi Emmanuele già era stata oggetto di rinvii a giudizio per presunto giro di spaccio, episodi di ricatti sessuali e maltrattamenti.
I 7 responsabili usavano conti da 1.300 euro. A rivelarlo è stata la familiare di una disabile a cui era stata sottratta la carta di reddito. La donna ha infatti contribuito con la sua testimonianza, alla conclusione delle indagini preliminari sul caso.