Indagini femminicidio Vincenza Angrisano: la telefonata del figlio ne ha rivelato l’uccisione

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Un’altra donna uccisa, questa volta madre, vittima di un marito che aveva iniziato a percuoterla senza rispetto. Due figli allontanati per mettere in atto il femminicidio avvenuto lo scorso 28 novembre. La vittima era Vincenza Angrisano, uccisa con fendenti il giorno dopo aver comunicato al marito violento, l’intenzione di prendere un appuntamento per allontanarsi definitivamente da casa il 20 dicembre.

Poi la tragedia, segnalata dalla telefonata del figlio maggiore ad una zia.

“Zia, papà ha accoltellato mamma, ha ucciso mamma. Corri”. Così veniva annunciato il dolore per la vittima di 42 anni, morta in casa ad Andria, per mano del consorte Luigi Lionetti, 51 anni.

Il particolare è stato rivelato al Gip del Tribunale di Trani, Lucia Anna Altamura, nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti dell’assassino.

L’uomo detenuto nella casa circondariale di Lucera (Fg), è accusato di omicidio volontario aggravato. Avrebbe premeditato il tutto 5 giorni prima del delitto, il cui movente sarebbe imputabile ad una relazione extraconiugale della consorte.

Le indagini hanno rivelato che la coppia litigava da un mese, di continuo. Ogni tre-quattro giorni i due si offendevano reciprocamente. Il 23 novembre poi, sono partiti due schiaffi in volto, dati alla donna. Da qui l’escalation violenta di Lionetti.

“Angrisano era rientrata in ritardo presso la loro abitazione, per cui Lionetti l’aveva aggredita”, si legge nei documenti del gip. “La 42enne aveva fatto ricorso alle cure del caso nell’ospedale di Barletta: lì i medici avevano refertato quattro giorni di prognosi per una contusione della faccia, del cuoio capelluto e del collo, con un “trauma contusivo” nella parte sinistra del volto”.

Lionetti ha ribadito di aver pensato intenzionalmente di uccidere la moglie, anche se non sapeva quando o dove lo avrebbe fatto. Intendeva farlo mentre la stessa stava dormendo sul divano in cucina.

Quando il 28 novembre Angrisano era rientrata in casa per poi intendere uscire nuovamente “senza dire a che ora sarebbe tornata”; una volta uscita dal bagno il marito “si era diretto nel mobile dove teneva le posate e aveva preso il coltello più affilato, colpendo la moglie prima con un fendente diretto e profondo”, poi “con almeno altri due fendenti al petto, ben assestati e in rapida successione, fino a quando la donna, che gli aveva chiesto cosa stesse facendo, rovinava al suolo”.

Lionetti aveva allertato il 118 mentre la donna stava ancora respirando e non era intenzionato a soccorrerla, pur avendo ammesso al personale sanitario di averla colpita. L’assassino ripeteva infatti alla vittima: “non mi interessa”.

Il Gip evidenzia che la donna fosse stata trovata distesa sul pavimento “senza che il marito palesasse il benché minimo segno di pentimento” o “adesione empatica con la vittima”.

“Ho commesso una fesseria, venite sopra, sono stato io, sta qui”, aveva ammesso Lionetti, mentre da una stanza si sentivano le voci dei bambini che erano stati volutamente allontanati.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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