Medici in sciopero il 18 dicembre: a rischio 25mila interventi

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Nuovo sciopero fissato per lunedì 18 dicembre da parte dei medici per protestare contro la legge di bilancio e difendere il Servizio Sanitario nazionale. Lo sciopero, indetto dai sindacati AAROI-EMAC, FASSID, FVM e CISL Medici, sarà la punta di diamante del 2023 di tutta la raffica di mobilitazioni organizzata a ridosso dei mesi di novembre e dicembre.

“La sanità pubblica sta morendo.”- hanno affermato i sindacati –“ Il Governo deve intervenire con dei segnali nella legge di Bilancio. Il nostro non è uno sciopero temerario ma una legittima e doverosa protesta”.

Questa volta ad incrociare le braccia saranno veterinari, anestesisti-rianimatori e specialisti di patologia clinica e dell’area radiologia. Tra le motivazioni alla base della mobilitazione il mantenimento del tetto delle assunzioni di nuovo personale della legge di Bilancio 2024, l’assenza di misure per stabilizzare i numerosi precari, l’ennesimo sottofinanziamento del Fondo Sanitario Nazionale e del prossimo CCNL e il mancato riconoscimento della specificità del lavoro dei professionisti.

Per i promotori dello sciopero tutto ciò sottolinea la mancanza di volontà di ridurre la fuga dal pubblico impiego nel Servizio Sanitario Nazionale, spogliandolo del suo patrimonio economico e professionale, e favorendo il lucro dei grandi gruppi privati. Il segnale, lanciato con questo sciopero, sarà molto forte con molti disagi in tutti i servizi ospedalieri e territoriali e nella filiera agro-zootecnica-alimentare. Le stime, presentate dai sindacati di categoria, parlano di 25mila interventi chirurgici che, nella giornata di lunedì, saranno a rischio. Qualora la protesta dovesse rimanere inascoltata la mobilitazione continuerà dopo l’Epifania.

“Il governo aveva promesso tante cose”afferma Aldo Grasselli presidente della Fvm (federazione veterinai) –“L’attuale maggioranza in campagna elettorale aveva perfettamente in chiaro gli impegni che aveva preso e non li sta mantenendo. Non si è visto un riconoscimento del ruolo del personale sanitario che sono stati chiamati eroi. Ma sostanzialmente le condizioni in cui lavorano sono sempre più penose”ha aggiunto Grasselli“Nello stesso tempo anziché migliorare le condizioni di lavoro vengono peggiorate le loro pensioni. Cosa inaccettabile e che abbiamo rigettato fortemente. Dopo aver sentito parlare il presidente e il vicepresidente del consiglio dei ministri di modifica della Fornero invece abbiamo un trattamento pensionistico che è peggiorativo rispetto alla Fornero”.

Chiara Imbimbo
Chiara Imbimbo
Laureata in Filologia Moderna alle Federico II di Napoli con una tesi in critica letteraria. Iscritta all’albo dei giornalisti come pubblicista coltiva la passione per il cinema, la lettura e la scrittura.

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