Insoddisfazione sul lavoro e qualità della vita. I due aspetti sono intensamente collegati, come dimostra il fenomeno della Great Resegnation, la grande dimissione che coinvolge milioni di persone costrette a lasciare il lavoro per sentirsi più appagati e stare meglio.
Lo confermano anche i dati ed i trend di click a format di motivatori personali, ricercati sui social per capire come uscire dal pantano della depressione lavorativa.
Secondo l’Osservatorio HR Innovation Practise del Politecnico di Milano, appena l’11% dei lavoratori si sente appagato sotto la componente psicologica, fisica e relazionale, sull’ambiente di lavoro. Quasi un italiano su 2 risulta insoddisfatto, per un totale di 77% di occupati demotivati. Nel bilancio tra lavoro e vita privata, pesano le mancate prospettive di crescita, ambienti di lavoro tossici, mobbing, molestie sessuali, e naturalmente retribuzione poco soddisfacente.
Soprattutto dopo la pandemia si è assistito ad un abbandono del lavoro, a causa del compromesso equilibrio tra cultura di vita e prospettiva lavorativa. L’impatto maggiore sul burning lavorativo, è dato dall’aspetto economico-retributivo. Se il costo della qualità della vita aumenta e gli stipendi restano invariati, l’insoddisfazione occupazionale cresce.
Sembra infatti che sia il 76% degli italiani a cercare uno stipendio adeguato. Le conseguenze sulla mente del lavoratore sono evidenti: stress, insonnia, ansia, depressione si catapultano nella vita quotidiana, con sintomi quali mal di testa, nausea, indebolimento del sistema immunitario, difficoltà di concentrazione, problemi digestivi, aumento di peso per alimentazione da stress, e rischio malattie cardiache, come ha evidenziato la psicologa Christine Keller.
I fattori che secondo la Society for Human Resource Management contribuiscono alla soddisfazione lavorativa dei dipendenti sono i seguenti:
- Trattamento rispettoso del personale a tutti i livelli dell’organizzazione
- Fiducia tra dipendenti e dirigenti
- Benefit (permessi retribuiti, assistenza sanitaria, orari flessibili, piani familiari)
- Retribuzione complessiva
- Sicurezza sul lavoro
- Rapporto con il supervisore immediato
- Opportunità di applicare capacità e abilità
- Le idee sono rispettate dal supervisore immediato
- Stabilità finanziaria dell’organizzazione
- La performance è riconosciuta dal management
L’approccio risolutivo dell’insoddisfazione lavorativa, sta nel quiet quitting. Il fulcro di questo training quotidiano, risiede nel concentrarsi sulle piccole modifiche che ispirano passione e produttività fondando l’occupazione sul semplice svolgimento delle proprie mansioni, rifiutando l’idea della overperformance.
Uno stipendio adeguato, orari fissi 9-18, retribuzione dignitosa, buoni benefit, poche responsabilità e rischio di burnout basso rendono infatti il mondo del lavoro appetibile e maggiormente vivibile, migliorando le prestazioni lavorative di ciascun dipendente.


