Spopola in Asia la moda degli alberghi di maternità, che offrono riposo, recupero, ed indicazioni alle madri, subito dopo il post parto. Si tratta di strutture confortevoli, quasi di lusso chiamate Joriwon.
Invertono l’antica mentalità asiatica secondo la quale le donne, dopo il parto, fossero costrette a restare a riposo in casa, in una sorta di confinamento che poteva durare addirittura mesi.
È l’Asia orientale a lanciare questa nuova moda dove si dà rinvigorimento al corpo della donna, sia fisico che emotivo, per accompagnarla nel percorso di transizione alla maternità. All’interno di questi centri le neo mamme possono restare per quanto tempo desiderano, insieme anche ai mariti che possono visitare sia il nascituro che la madre.
Le strutture stanno facendo registrare numeri in crescita in tutta la Cina: si conta che dalle 550 iniziali, si è arrivati a 4800 centri Joriwon.
Si tratta di un giro d’affari che ha già fatto guadagnare 14,48 miliardi di yuan. La politica di sostegno alle madri, basata sulla procreazione di due figli, ha visto il governo impiegare in un unico luogo ginecologi, psicologi e pediatri.
Perfino il Giappone sta replicando la moda, lanciando un sistema per sovvenzionare il 50% dei servizi di assistenza post parto.
Questi centri spopolano però in Corea del sud e a Taiwan dove il servizio copre il 70% della fruibilità. Simili ad un hotel, i centri di assistenza sudcoreani offrono oltre a 4 pasti e spuntini salutari, anche massaggi rilassanti ed occasioni di esercizio fisico quotidiano.
Il costo per circa tre settimane equivarrebbe a 2250 €, ma i prezzi possono anche lievitare a seconda dei servizi aggiuntivi richiesti.
Chi può permetterselo resta in questi centri anche oltre un mese, per un costo di 4000 €. Un team di infermiere si occupa inoltre, a tempo pieno, dei neonati, mentre la madre sceglie quando farsi portare in camera il nascituro. Nei pacchetti per la maternità sono previsti anche lezioni per cambiare il pannolino, fare il bagnetto, incentivare lo sviluppo emotivo del bambino. E non manca nemmeno il servizio fotografico dedicato ai genitori con il proprio bambino.
Si spera così di cambiare la traiettoria demografica dell’Asia orientale, fronteggiando la decrescita delle nascite che ad esempio, in Cina, è stata registrata dopo sessant’anni.


