Si è spenta Roberta Stella, storica sindacalista del Csa di Napoli. Rappresentante del sindacato della Polizia Locale. Avellinese di adozione, ma napoletana di nascita, il dolore della sua perdita lascia un vuoto incolmabile. Roberta se n’è andata a 48 anni, strappata ai suoi affetti da un male incurabile. A piangerla il marito, il figlio, i genitori, la sorella ed i tanti amici che le volevano bene.
Il commosso ricordo dei colleghi che così hanno commentato la sua prematura scomparsa: “Roberta Stella è stata un punto di riferimento umano e sindacale per centinaia di lavoratori. Viveva al servizio degli altri, senza sosta, anche nei giorni festivi. Ha introdotto nel panorama sindacale napoletano valori come l’amicizia, la bontà e l’amore, che saranno la sua eredità umana e politica. Lascia un vuoto immenso nel cuore di tutti i lavoratori del Comune di Napoli, che si sentiranno più soli senza di lei”.



Roberta,
non riesco ancora a crederci. Da quando ho saputo che te ne sei andata ho un nodo in gola che non si scioglie. È come se quell’odore di ospedale, quei corridoi, quelle sedie fuori dalla stanza delle chemio fossero tornati tutti insieme, ma questa volta senza la tua presenza a renderli più sopportabili.
Ci siamo incontrate nel dolore, in uno dei periodi più difficili della mia vita. Eppure tu riuscivi a sorridere, a trovare parole di incoraggiamento per me, mentre stavi combattendo la tua battaglia. Non lo dimenticherò mai. Avevi una forza silenziosa, vera, che non faceva rumore ma arrivava dritta al cuore.
Dopo che mamma è volata via, tu non sei sparita. Non ti sei limitata a un messaggio di circostanza. Ci sei stata davvero. Nei piccoli gesti, nelle parole giuste dette al momento giusto. In un periodo in cui mi sentivo persa, la tua presenza è stata un appiglio.
Mi dicevi di non mollare, di continuare a studiare, di credere nel mio sogno dell’avvocatura. Dicevi che ce l’avrei fatta. Oggi mi aggrappo a quelle parole come se fossero una promessa. Se un giorno realizzerò davvero ciò per cui sto lottando, una parte di quel traguardo sarà anche tua.
Sei andata via troppo presto. 48 anni sono niente. È ingiusto. E mi fa male pensare che non potrò più sentirti, scriverti, dirti grazie guardandoti negli occhi.
Ti porto nel cuore, Roberta.E spero che ovunque tu sia, tu abbia finalmente pace.
Non ti dimenticherò.Mai.