Dal 29 settembre è in corso a Roma, presso La Nuvola nel quartiere Eur di Roma, l’EuroMediterranean Water Forum 2026, evento che pone al centro del dibattito l’acqua, le risorse idriche e la loro gestione. Il vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha partecipato all’evento il 30 settembre, rilasciando una lunga intervista a margine. Tra i temi trattati anche Ustica e le suppletive in Calabria
di Alessio Ramaccioni
«L’acqua è fondamentale per la crescita, è un bene prezioso che non possiamo disperdere. Servono quindi infrastrutture moderne. Serve puntare sull’innovazione, sulla ricerca, sulla formazione e su infrastrutture che siano in grado di non far disperdere questo patrimonio, fondamentale per l’agricoltura, soprattutto nei Paesi vittime di un forte cambiamento climatico». Così il vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell’EuroMediterranean Water Forum 2026. Il tema principale è ovviamente l’acqua e la gestione delle risorse idriche, ed il Ministro si è soffermato ampiamente sulla questione.
«Dobbiamo impegnarci tutti insieme. Serve una collaborazione non soltanto tra pubblico e privato, ma anche internazionale. Questo è il senso di queste giornate, dove l’Italia sta profondendo il massimo dell’impegno perché consideriamo l’acqua un aspetto fondamentale. L’ho sottolineato durante l’intervento alle Nazioni Unite e ne ho parlato anche alla COP di Belém. È giusto che oggi, come ieri e nei prossimi giorni, se ne discuta e si trovino misure concrete, non semplici enunciazioni di principio: bisogna lavorare per progetti concreti, come sta facendo l’Italia» ha aggiunto Tajani, che poi ha proseguito, andando a far rifermento ad uno dei progetti più ambiziosi del governo Meloni, il Piano Mattei: «L’acqua è fondamentale. È parte di una strategia per la crescita e lo sviluppo del continente africano, per lo sviluppo di un’agricoltura moderna. Abbiamo tanti progetti, anche in Congo, con Bonifiche Ferraresi. Senz’acqua è difficile fare agricoltura. Come ho detto, il Piano Mattei punta anche su questo».
Caso Regeni, Tajani: «Vogliamo la verità»
Il ministro è poi stato sollecitato rispetto alle polemiche seguite alla sentenza sull’omicidio di Giulio Regeni, sulla quale ha voluto precisare la sua posizione, e quella del Governo: «Sono stupito dalle polemiche. Mi sono limitato a fotografare la sentenza di ieri, che è una sentenza limitata: non ci dice chi sono gli assassini di Regeni. Noi vogliamo che si faccia piena luce su questo. Non abbiamo mai mollato. Vale più l’azione diplomatica che il clamore: non abbiamo mai rinunciato a insistere con le autorità egiziane, in ogni incontro, su quello che per noi è fondamentale, cioè scoprire la verità e chi sono gli assassini di Regeni. Noi non copriamo nulla» ha proseguito, «ma vogliamo soltanto scoprire la verità. Il Governo e lo Stato sono parte civile nel processo, quindi rispetteremo sempre la legge. Ma dobbiamo andare avanti, perché la sentenza di ieri è soltanto un primo passo: tre persone sono state condannate, e questo è il perimetro della sentenza. Io non ho fatto altro che fotografarla, basta rileggere e riascoltare quanto è stato detto ieri. Ho detto che non è sufficiente per scoprire la verità su ciò che ha accertato la Corte di Roma. Bisogna andare avanti e io non ho mai ceduto su questo,Quando ci sarà una condanna formale dell’Egitto, ne prenderemo le conseguenze. Ma la sentenza va letta: non si possono fare analisi sulla base di aspettative, desideri o idee. Il processo è un processo, e noi vogliamo sapere chi sono gli assassini di Regeni».
Tajani ha poi rivendicato i risultati ottenuti con la diplomazia discreta, citando due casi diversi, quelli di Patrick Zaki e di Nessy Guerra: «Con la stessa attività diplomatica silenziosa siamo riusciti a riportare in Italia Patrick Zaki, e con lo stesso impegno stiamo lavorando per riportare a casa una donna e la sua bambina. La diplomazia è importante da questo punto di vista, ma l’attività diplomatica non ha nulla a che vedere con le coperture. Agire con diplomazia e discrezione non significa non agire: a volte ci sono persone che fanno dichiarazioni e non agiscono. Il caso di Patrick Zaki, un altro caso con l’Egitto, è stato risolto dal governo italiano lavorando con la diplomazia. Così stiamo facendo per [questo secondo caso]. Non va sottovalutato: c’è una donna con una bambina, condannata, che rischia di rimanere in Egitto. Stiamo lavorando per riportarla in Italia».
Il leader di Forza Italia ha poi risposto ad una domanda sulle recenti novità relative al caso della strage di Ustica:«È giusto che si scopra la verità su questa tragedia, che ha portato alla morte di tantissimi cittadini, di passeggeri, in Italia, da Bologna a Palermo. Non si è mai scoperta la verità, e anche qui vogliamo saperla. Il Governo non si ferma. Noi vogliamo sempre stare dalla parte dei nostri concittadini, come siamo sempre stati. Continueremo a farlo, con tutti quelli che abbiamo liberato nel mondo, così come vogliamo sempre sapere chi ha causato la morte di tanti cittadini italiani».
Breve ma netto il commento sulla recente affermazione elettorale del centrodestra alle suppletive a Reggio Calabria, interessante anche per valutare “l’effetto Vannacci”: «Il centrodestra ha vinto abbondantemente. Ha battuto tutte le opposizioni da solo. Il problema è di coloro che non hanno vinto le elezioni, non di chi le ha vinte».
Infine, Tajani ha fatto riferimento al tema della sicurezza e del tema dei controlli alle frontiere, con un riferimento alla Spagna:«La sicurezza è sempre di alto livello, sia nel contrasto sia nella prevenzione del terrorismo, e i rischi ci sono. Anche per questo abbiamo sospeso Schengen con la Spagna: non per fare un dispetto alla Spagna, ma perché volevamo e vogliamo garantire la sicurezza dei nostri cittadini. Quindi massima allerta sempre, con le forze dell’ordine e i servizi di informazione che operano 24 ore su 24 per prevenire qualsiasi azione terroristica. A volte bisogna adottare dei provvedimenti: non sono provvedimenti contro qualcuno, ma a tutela della sicurezza dei nostri cittadini».
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