Si chiama ‘Musico ambulante’ l’ultimo lavoro discografico di Fabio Concato. Un doppio cd che racchiude i più grandi successi del cantautore milanese. In giro per l’Italia, da Nord a Sud, lo abbiamo incontrato ed intervistato al Moro, noto club di Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno.
Partiamo dal disco ‘Musico ambulante’, un doppio album che le sta dando molte soddisfazioni
Io questo dico non avrei nemmeno dovuto farlo, nel senso che era una roba registrata un bel po’ di anni fa, proprio per il piacere di avere una parte del mio repertorio fatta in quel modo. Poi, l’ho fatta sentire qualche anno fa, prima di quel periodo terrificante (si riferisce alla pandemia Covid, ndr) e qualcuno mi ha detto, perché te lo tieni nel cassetto, non era infatti previsto che ne venisse fuori un cd o qualcosa del genere, tantomeno il vinile, quindi, mi hanno messo la pulce nell’orecchio, mi sono detto, ok, proviamo, per cui è venuta fuori questa cosa che è stata molto gradita, oltre alle mie aspettative, è anche quello che ha prodotto poi il lavoro. Questo disco è l’atmosfera di un salotto, di una stanza mentre ti vesti, c’è uno che canta con una chitarra.
Il legame con la Campania, con Napoli e con Pino Daniele
Con la Campania il legame artistico è sempre esistito, una mia canzone si intitola ‘Gigi’, una canzone del 2000, in quel pezzo faccio proprio riferimento alla città di Napoli, perché poi, mio padre mi fece una sorpresa, me lo trovai proprio nelle prime file, fu un’emozione pazzesca, lui mi venne a trovare per una ragione, perché io gli avevo sempre detto che a Napoli c’era un’accoglienza spaventosa, infatti, negli anni ’80 e ’90 era micidiale, lui venne per questa ragione, curioso di capire cosa succedeva.
Con Pino, l’unica cosa che mi dispiace molto è di averlo frequentato poco, per problemi di distanza, anche per problemi non dovuti alla timidezza, ma proprio per non rompere le scatole (sorride, ndr) e lui poi mi confessò che provava la stessa cosa. Com’è nato il brano La canzone di Laura? La canzone di Laura è nata perché in quel periodo c’eravamo visti e sentiti un pochino di più, era nostra intenzione fare qualcosa insieme da più di vent’anni, perché ci conoscevamo dal 1977, dai tempi del Club Tenco, ci siamo subito trovati, una sera, eravamo a cena insieme e gli dico, guarda Pino avrei una canzone, ma non mi viene fuori il testo, non era una bugia, era proprio così, lui mi guarda e dice, ma qual è la canzone, io gli dico adesso te la faccio sentire, lui mi fa, beh, adesso registriamo la cassetta, a me piace molto, io gli faccio, Pino senza che ci facciamo le sviolinate, se trovi qualcosa da raccontare, qualcosa che stia bene sulla musica, fallo tranquillamente, se non ti viene fuori niente va bene lo stesso. Ci siamo lasciati quella sera alle 3 di notte, eravamo giovani e si faceva tardi. Alle 9,15 del giorno successivo mi parte il fax e mi dico, ma chi è che mi scrive a quest’ora, era Pino. Dopo mi ha chiamato e mi ha detto, Fabio, se devi cambiare qualche cosa, cambia, fai quello che ti pare, mentre leggevo il fax e me la provavo mentalmente, dico, ma cosa devo cambiare qui, non c’era neanche una virgola da cambiare, poi mi ha seguito in studio per evitare figuracce, essendo milanese, non parlo bene la lingua napoletana, è andata bene dai.
Nel 2007 a Sanremo Concato si presenta con il brano ‘Oltre il giardino’, cosa è cambiato a distanza di tanti anni e soprattutto come si rapporta oggi con le nuove generazioni musicali?
Diciamo che ultimamente la musica, nei nuovi artisti latita un po’, però questo è il tempo che stiamo vivendo, la musica è il prodotto di quello che stiamo vivendo, quindi, che ci piaccia o meno, questo funziona adesso, lo dimostrano le visualizzazioni, a me queste cose fanno ridere, io ho quasi 70 anni, ma le visualizzazioni e i followers sono le cose che contano oggi. Altro che 2007, le cose sono peggiorate, ci stiamo imbarbarendo, non voglio dire che siamo senza speranza, non è da me, però questi ultimi 30 anni sono stati all’insegna della recessione spirituale ed emotiva, poi ci mancavano solo i due anni e mezzo della pandemia.
Progetti futuri?
Non lo so, io sto scrivendo, però poi non so, come, quando e con chi pubblicare i dischi, sai, a me quello che non deve mai mancare è il rapporto con il pubblico e i concerti, poi che siano grandi spazi, teatri o piccoli club, meraviglioso come questo (si riferisce al Moro) poco importa, io ancora mi diverto a cantare, è questo è un bel privilegio, una botta di c…


