Giugliano, operazione delle Fiamme Gialle: chiusa nota azienda di frattaglie, denunciate due persone

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Nella giornata di ieri, i baschi verdi del Gruppo della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania(NA), coordinati dal tenente Carlo Del Signore, hanno denunciato due persone e posto i sigilli dinanzi ad una nota azienda di frattaglie. In totale sono state sequestrate 10 tonnellate di materiali animali destinati al consumo umano, un impianto produttivo di oltre 300 metri quadri e 6 misuratori di corrente, solo uno dei quali collegato all’impianto sequestrato, i reati contestati sono; sommerso d’azienda, delitti contro la persona (sfruttamento del lavoro), delitti contro il patrimonio (furto di acqua e corrente), violazioni sanitarie e alimentari.

I finanzieri dopo meticolose indagini hanno fatto irruzione all’interno di uno dei reparti dove veniva lavorata la carne. Gli uomini delle Fiamme Gialle, subito si sono resi conto che più di qualcosa non andava in quell’opificio, rilevando così gravi ed evidenti irregolarità in materia di sversamento abusivo di acque reflue e sospetti allacci abusivi alla rete elettrica, oltre a patenti violazioni delle prescrizioni sanitarie.

Con l’ausilio dei medici dell’Asl Napoli 2 Nord, dunque, si è proceduto ad effettuare l’accesso presso l’impresa, la situazione si è immediatamente rivelata nella sua gravità. All’interno dei locali sono stati sorpresi 3 lavoratori, impiegati completamente in nero e intenti alle pulizie, alle lavorazioni delle frattaglie e delle carni stoccate quasi completamente sprovvisti di appositi dispositivi di protezione individuale. I finanzieri, hanno accertato la carenza di formazione e di preparazione sanitaria dei dipendenti che lavoravano sul materiale organico in totale assenza di adeguate protezioni, necessarie per il maneggio di sottoprodotti animali.

I materiali organici, consistenti in parti di maiale, capra, pecora, frattaglie e interiora sono stati rinvenuti in diversi stati di conservazione e lavorazione, tutti completamente irregolari e inadeguati alle più basilari normative sanitarie. Le celle frigorifere non erano sigillate, ma erano state ricavate da due locali coperti da tettoia con calcinacci scrostati, chiuse in modo superficiale da un portellone che non ne rendeva stagna la conservazione. In prossimità dei frigoriferi si respirava un forte miasma di carne putrefatta. Una delle due celle, peraltro, era situata all’esterno dell’impianto produttivo in un locale attiguo allo stesso, tuttavia esposto alle intemperie e alla inevitabile presenza animale, tanto che in sua prossimità sono state rinvenute tracce di guano di uccelli.

Le interiora di maiale (piede, muso, trippa) sono state trovate stoccate in ampie casse riempite d’acqua, sempre tracimanti, costantemente sorvolate da mosche, in fase di pulizia per il successivo imbustamento. In altri cassoni, prossimi a quelli di lavorazione, venivano gettate e accumulate le frattaglie non utili, tuttavia in assenza totale di dispositivi di contenimento dei lezzi e di protezione dalle contaminazioni, tanto che il forte calore esterno aveva provocato una parziale fermentazione dei residui.

Altra parte dei sottoprodotti veniva, quindi, cucinata in un locale angusto e privo di adeguata aerazione, con gravi carenze dei sistemi di circolazione dell’aria e delle pulizie in generale, tanto che sono state trovate sui pavimenti tracce di pelle di suino e di bovino miste a liquidi non identificabili. Dopo un controllo più approfondito, infine, è emerso che l’acqua utilizzata per la lavorazione dei materiali organici era attinta abusivamente da un pozzo gestito dalla Provincia di Napoli, in spregio totale delle minime prescrizioni sulla potabilità delle acque.

L’ impianto era parzialmente alimentato da allacci abusivi: l’intervento dell’Enel, tuttavia, ha fatto emergere altre 6 utenze collegate abusivamente alla corrente e riconducibili al vicino condominio, tutte immediatamente disconnesse per i successivi accertamenti circa le responsabilità dell’allaccio. Sul posto il magistrato di turno della Procura di Napoli Nord che ha impartito pertinenti disposizioni in merito allo svolgimento delle operazioni e concordato circa l’esigenza del sequestro, viste le condizioni di lavoro degradanti dei dipendenti, con riserva di far svolgere ulteriori approfondimenti.

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