Un’indagine del Telefono Azzurro, realizzata con il supporto di Bva Doxa su 800 ragazzi tra i 12 e i 18 anni, ha rivelato che 1 su 5 soffre di ansia ma chiedere aiuto ad un esperto di salute mentale è percepito come un motivo di vergogna.
I dati sono stati presentati ieri alla conferenza “Il futuro dell’infanzia tra nuovi scenari e risposte concrete” in occasione della Giornata Internazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Solo il 14% dei ragazzi ha dichiarato di essersi sentito felice nelle ultime due settimane, il 20%, ha dichiarato di vivere uno stato di ansia e preoccupazione mentre il 6% ha dichiarato di aver provato tristezza.
Tra le principali cause di malessere riscontrate nei giovani si annoverano la dipendenza da internet e social network (dove molti si rifugiano per eludere la solitudine), la mancanza di autostima e le difficoltà relazionali con gli adulti. Molti giovani, infatti, hanno evidenziato che sarebbe opportuno insegnare ai genitori come essere più vicini ai figli, dato che la rete affettiva risulta essere il primo riferimento in caso di malessere psicologico seguita da amici, psicologo e scuola. Dal sondaggio, infatti, è emerso che molti auspicano che a scuola si parli di più di salute mentale per sensibilizzare alla tematica e superare la sensazione di vergogna che molti provano nel rivolgersi ad un professionista per paura di essere giudicati dalla società.
“Nell’ultimo anno abbiamo visto aumentare le richieste di aiuto legate alla salute mentale – spiega Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – la velocità trasformativa del digitale ha modificato lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei ragazzi che si trovano a gestire, spesso soli, forme di difficoltà e di disagio”.
La Linea di Ascolto 19696 del Telefono Azzurro nel 2022 ha registrato 1459 segnalazioni relative a problemi di salute mentale per una media di circa 4 casi al giorno.


