Sarà una riforma significativa quella cui sta lavorando il Ministero della Difesa per le riserve ausiliarie delle Forze Armate.
Mantenendosi sulla stessa linea della legge 119 del 2022, elaborata dal precedente governo, l’Italia prevede di creare un corpo di riserva in caso di guerra.
La delega legislativa destinata allo strumento militare nazionale, prevede l’istituzione di questa riserva ausiliaria, assolutamente volontaria, ripartita i nuclei operativi di livello regionale.
Il supporto di riservisti sarà assolutamente complementare ed impiegato in campo logistico ed in caso di cooperazione civile militare.
La riserva di 10.000 uomini, una volta reclutata, sarà formata e periodicamente addestrata. Attenzione però, il decreto legislativo prevede che il gruppo sarà impiegato nel supporto logistico in caso di situazioni di crisi e conflitti internazionali, e non direttamente sui fronti operativi.
L’idea è quella di riprendere un modello già in uso a livello internazionale. Non è un caso che Israele abbia richiamato 350.000 soldati dopo l’attacco di Hamas, e che la Svizzera abbia già abilitato con questo procedimento, un numero significativo di militari in tempi brevi.
Il testo legislativo è in fase di bozza, infatti il progetto risulta embrionale, per quanto sia stato già annunciato. Nonostante manchi un documento ufficiale, l’obiettivo italiano e quello di creare riserve affidabili e competenti in caso di emergenza.


