Aveva 102 anni Iris Apfel, ma sosteneva di sentirne 26, l’imprenditrice e designer che ha fatto del colore e degli accessori ‘too much’ il suo tratto distintivo, diventando icona della moda.
La definivano “massimalista” perchè non conosceva mezze misure; da buona statunitense ha cavalcato il sogno americano tutta una vita; fin da quando vedeva i genitori realizzare vetri per specchi, mentre la madre si dedicava contemporaneamente ad una boutique di moda.
Da qui la passione sia per il fashion style che per l’interior design che Iris, di origine ebraica, ha portato avanti iniziando ad acquistare pezzi di antiquariato e gioielli in lungo e largo prima per il suo quartiere del Greenwich village, e poi per New York, dove si iscrisse all’Accademia d’Arte.
La sua dipartita segna la fine di un’epoca stravolta dalla eccentrica visione fatta di motivi geometrici, stampe e colori che scelse di ricercare insieme al marito, per ravvivare i canoni degli arredi da interni. Le stesse scelte le ha poi portate nel suo guardaroba a due piani, pieno di elementi di stile.
Debuttò per influenzarlo, anche nel mondo dell’editoria collaborando con la rivista Women’s Wear Daily. Iniziò a diventare vera e propria diva fashion del jet set. Il suo motto «More is More & Less is a Bore», racchiude tutta la sua essenza. Sapeva di non essere una bellezza da prototipo e lo ammetteva fiera, sottolineando che l’importante fosse avere un proprio stile, ovvero un carattere distinto per personalità.
Arrivò perfino ad essere consulente di intrerni per la Casa Bianca, trasformando man mano la sua passione per la moda in mostre espositive e in successi che si accavallavano senza sosta. Solo due anni e mezzo fa, al compimento dei 100 anni, H&M l’aveva chiamata per una collaborazione.
Lei che si autodefiniva la “stellina geriatrica del Queens”, è stata la prima a matchare colori e tessuti stratificati, diventando influencer senza saperlo e volerlo, fino ad ottenere oggi 3 milioni di followers.


