Sciopero della fame alla Sapienza: studenti in rivolta pro Palestina

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Tre giorni di presidio universitario alla Sapienza di Roma. Gli studenti chiedono la pace e denunciano i tempi stretti per realizzarla. Per farsi ascoltare hanno presidiato anche il Tribunale, dopo l’arresto di due giovani a seguito di scontri avvenuti ieri, per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Si attende infatti il processo per direttissima.

Oggi hanno iniziato lo sciopero della fame. I collettivi studenteschi si sono addirittura incatenati. Continueranno la propria protesta con una conferenza davanti al Rettorato, fino a dirigersi a Regina Caeli.

Da giorni attendono la riunione del Cda e del Senato accademico sugli accordi di ricerca con Israele. Se La Russa, in qualità di presidente del Senato condanna i loro atteggiamenti violenti, non da meno si fa sentire la premier Giorgia Meloni dopo gli scontri e la devastazione all’altezza del Rettorato divenuti eclatanti il 16 aprile: “Questo non è manifestare, ma delinquere”, ha ribadito.

Intanto gli studenti hanno affisso un appello scritto in cui spiegano le motivazioni dei loro gesti: “Siamo incatenati e in sciopero della fame davanti al rettorato della Sapienza perché è dal cuore della più grande università d’Europa che ottenere un passo indietro da chi è complice di un genocidio, può produrre un importante cambiamento”.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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