Ha colpito ancora una volta Simone Borgese,39enne di Roma, che nel 2014 e 2015 aveva già abusato sessualmente di due donne e aveva scontato 7 anni nel carcere di Rieti.
L’ultima violenza risale all’8 maggio scarso quando, a bordo della sua auto, ha avvicinato, con la scusa di ottenere delle informazioni stradali, una studentessa 26enne in attesa del bus. La giovane, che gli aveva mostrato il percorso sul cellulare, ha deciso di salire in macchina con lui perché l’uomo le aveva mostrato cellulare scarico. La studentessa, però, è stata portata in un luogo isolato e violentata.
Nel 2014 aveva abusato di una 17enne in un’ascensore. Nel 2015, sempre nella data dell’8 maggio, ancora un altro stupro: l’uomo aveva abusato di una tassista alla fine di una corsa dopo averla stordita con un pugno in faccia.
Dopo le sue vicende giudiziarie la madre disse che il figlio “doveva pagare” ma rifiutò l’etichetta di mostro: “Ha avuto una vita difficile -disse- è figlio di un padre alcolizzato, un violento con il quale ha vissuto da quando me ne sono andata via di casa nel 2005, stanca di essere picchiata e maltrattata ogni giorno”.
Anche questa volta gli agenti hanno ritracciato Borgese per il quale è scattata la custodia cautelare.


