Arrivano tre no secchi di Carlo Calenda, tre tweet, destinatari, Fratoianni, Bonelli e Di Maio. Carlo Calenda ha le idee ben chiare e pone condizioni precise ai Dem di Enrico Letta. “Discutiamo di quello che volete – dice Calenda – ma agli elettori di @Azione_it non possiamo chiedere di votare Di Maio, Bonelli (anti ILVA, termovalorizzatori e rigassificatori) e Fratoianni (che ha votato 55 volte la sfiducia a Draghi) nei collegi uninominali”.
Repentina la replica di Europa Verde e Sinistra Italiana: “Carlo Calenda continua a parlare di cose che non conosce: dovrebbe farsi un giro a Piombino per capire quanto sia pericoloso un rigassificatore nel porto della città”, tuonano Angelo Bonelli, Eleonora Evi e Nicola Fratoianni che sui permessi facili e senza controlli per il rigassificatore paragonano “le politiche di Calenda sul clima” a quelle di Donald Trump.
Dal canto sua Enrico Letta, invita alla calma e soprattutto si è reso disponibile al dialogo, ma allo stesso tempo fa capire che bisogna chiudere le alleanze perché il 25 settembre è sempre più vicino: “stiamo mettendo tutto il nostro impegno a convincere tutti quelli che vogliono e possono far parte della nostra alleanza di esserci. Non mettiamo veti, non abbiamo un atteggiamento men che costruttivo, ormai c’è poco tempo davanti – continua il segretario del Pd – mi sento di fare un appello accorato a tutti coloro che in queste ore hanno dubbi sul fatto di creare una larga, importante e convinta alleanza che sia in grado di battere le destre, coloro che pensano che fare un terzo polo che si mette in mezzo sia conveniente o possa essere più utile. Un terzo polo in questo momento è il modo migliore per aiutare le destre che non hanno bisogno di ulteriori aiuti”.


