Sul dancefloor c’è Rumore nella reinterpretazione energicamente rock di Alessia Raisi che, prima in assoluto, incide il brano in cinese.
A un anno dalla scomparsa avvenuta il 5 luglio 2021, l’artista bolognese, che ha fatto appassionare l’Oriente all’Italia, omaggia la Carrà. Lo fa con una performance inedita della canzone attraverso cui la Raffaella nazionale ha conosciuto il rock. Scritta da Andrea Lo Vecchio su musica di Guido Maria Ferilli e arrangiamenti di Shel Shapiro, fu registrata nel 1974. La gente rimaneva incollata davanti al Programma Nazionale nel pomeriggio della domenica. A quasi cinquant’anni di distanza da quella sua presentazione a Canzonissima, l’ambasciatrice della canzone italiana in Cina fa ancora Rumore.
Alessia Raisi pubblica una nuova reinterpretazione a tutto rock del brano. In italiano, inglese, spagnolo, francese e, per la prima volta, nella lingua del Dragone asiatico. Un pezzo sprintoso, dall’aspetto solare, positivo, che potrebbe identificarsi con il colore giallo. Racconta la storia di una donna che ha lasciato il compagno perché “ho deciso che facevo da me”. Ma una sera, sola in casa, sentendo un rumore vorrebbe “tornare indietro con il tempo”, rendendosi conto che “da sola non mi sento sicura, mai”. Un testo straordinariamente attuale che calza a pennello a tutte quelle donne a metà del guado. Desiderose di emanciparsi, ma non perfettamente a proprio agio fuori dai ruoli tradizionalmente loro assegnati dalla società.
La versione 2022 di Alessia Raisi si caratterizza per il particolare uso delle chitarre elettriche e della batteria, con i tom molto più accentuati. Na na, na na na na… cresce il ritmo, esplode il sound. Sembra di stare in piena giungla, con quella disturbante sensazione di “rumore mentale” che ci attanaglia.
«La scelta di mettermi addosso questa canzone è stata anche dettata dalla volontà di non farmi divorare dal “rumore mentale” che ci circonda.» dichiara l’artista «Tutto quel fragore che a volte ci impedisce di trovare la calma interiore per entrare in connessione profonda con i nostri pensieri.»


