“A volte per troppo amore ci si lascia. Ora non sono in grado di dare tutto quello che merita Napoli, mi sento stanco. Ho bisogno di staccare un po’. Non allenerò il Napoli o altre squadre. Starò fermo un anno”. Così, Luciano Spalletti ha ufficializzato il suo addio sulla panchina del Napoli. Termina dopo due anni l’esperienza del tecnico di Certaldo all’ombra del Vesuvio. Un fine rapporti preannunciato già dal presidente Aurelio De Laurentiis. L’allenatore toscano, di rimando, ha semplicemente chiosato e confermato le parole del patron azzurro.
“Alla mia età – continua Spalletti – posso decidere di fare qualsiasi cosa. Quando si ha davanti una città come Napoli, che merita delle cose, bisogna domandarsi se siamo in grado di mettergliele a disposizione. Napoli non merita delle cose normali, merita molto di più. Per cui uno se lo domanda: ci vado o non ci vado a Napoli? I miei figli mi dissero che a Napoli non si può non andare, visto che loro avevano studiato con degli amici napoletani. Napoli ha visto il giocatore più forte del mondo”.
Domenica 4 giugno, contro la Sampdoria, termina il campionato di Serie A, Luciano Spalletti siederà per l’ultima volta sulla panchina del Napoli, l’ultima allo stadio Diego Armando Maradona, il capitano Giovanni Di Lorenzo, alzerà al cielo la Coppa che consegna alla squadra e alla città il terzo scudetto della sua storia, quel sogno lungo 33 anni, il merito ovviamente è anche dell’allenatore. Gli addii si sa, non sono mai facili, ma domenica, tra lacrime, nostalgia ed emozioni, qualche sorriso di gioia e gratitudine per quanto fatto da Spalletti sicuramente scapperà.


