Frattamaggiore (NA). L’approvazione del Puc rischia di slittare e di non rispettare la scadenza del 30 giugno. Il sindaco non considera quel termine perentorio e cerca di prendere altro tempo perché in maggioranza molti, ovviamente lontani da posizioni ufficiali, cercano di alzare il prezzo per il voto favorevole prima degli assessor in giunta e poi del Consiglio dopo il parere obbligatorio che dovrà esprimere Città Metropolitana.
Il sindaco Marco Antonio Del Prete aveva promesso a tutti di approvare il Puc entro il 30 giugno ma come al solito parte della sua maggioranza, le cosiddette partite iva individuali, giocano al rialzo dimostrandosi le solite zavorre. I numeri ci sono, il Pd è compatto ed anche dalla minoranza arrivano aperture per votare insieme il nuovo strumento urbanistico ma purtroppo il primo cittadino è ancora imbrigliato in una logica di fiato corto: accontentare tutti i consiglieri e nella logica di non scontentare nessuno, privilegiare però la sua reale cabina di regia fuori e lontana dal Pd. Fino a qui il gioco è riuscito, adesso più si andrà avanti e più sarà necessario cambiare registro perché chi ha fatto passi indietro significativi, garantendo al capo dell’amministrazione un contesto senza opposizione, non accetterà di essere considerato un consigliere di serie B. Soprattutto se quelli della cabina di regia hanno scheletri nell’armadio da far paura al punto da non poter giocare nemmeno la serie D. Fino ad oggi tutto è coperto da silenzio, nessuno parla, nessuno spiega, nessuno comunica alla città e tutto si svolge nelle segrete stanze del Comune e dei settori. Eppure di situazioni imbarazzanti non mancano che andrebbero almeno approfondite per poi intervenire con decisione e chiarezza in nome della trasparenza e della legalità. Situazioni che potrebbero scoppiare da un momento all’altro mettendo in imbarazzo la maggioranza e pure l’opposizione per un silenzio incomprensibile.
Anche in aula si sono verificate situazioni di tensione tra e nei gruppi. Lo stesso Pd, il capogruppo Pellino risulta di essere stato nominato durante una riunione di consiglieri. Almeno questo hanno comunicato le due consigliere donne democratiche ma di quella riunione un altro consigliere del PD, Tommaso Capasso, non ne sapeva nulla. E lo ha detto pubblicamente, in aula. Forzature e figuracce che dovrebbero imbarazzante un po’ tutti, invece strappano inspiegabili sorrisi tra i banchi di una maggioranza che nessuno ha ancora capito dove inizia e dove finisce. Lo stesso presidente del Consiglio, Aniello DI Marzo: spiega che per accettare nel gruppo “insieme per Frattamaggiore” il consigliere Pasquale Aveta è necessario che il capogruppo lo accetti. Ma dimentica di leggere la missiva del segretario e del presidente di “Impegno per Frattamaggiore”, titolari legali del simbolo della lista e del nome, che in una nota hanno comunicato all’Ente l’espulsione di Pasquale Del Prete dal movimento perché è assurdo che lo stesso Del Prete sia vicesegretario provinciale di Azione e spieghi pubblicamente “la fine del civismo” e poi in Consiglio, solo per opportunità personali, si professi di centrosinistra e continui a rappresentare una civica che formalmente lo ha sfiduciato, delegittimato e messo alla porta. Anche questa telenovela imbarazzante, andata in onda in aula, è stata accolta coi sorrisi, con ilarità, mortificando le istituzioni e lo stesso ruolo di consigliere comunale. Quello che in altri posti creerebbe almeno imbarazzo, per non dire altro, a Frattamaggiore suscita sorrisi. Si fa sempre finta di niente, persino di fronte ad ordinanze giudiziarie che hanno spiegato nelle Politiche sociali un legame tra appalti e camorra. E analizzando i nomi degli indagati, la politica avrebbe il dovere di fare chiarezza e non di liquidare anche questa vicenda con superficialità. Vale per tutti la presunzione di innocenza ma sarebbe opportuno che gli indagati si difendessero senza continuare ad operare nelle istituzioni e nelle articolazioni dell’Ente come se nulla fosse accaduto. Perché di fronte a questi casi nessuno spende una parola? Lo stesso vale per altre cose. Sull’appalto dei rifiuti non c’è niente da comunicare? Non è successo niente? Dov’è la trasparenza e perché la città non deve sapere nulla? Possibile che si chiamano persino le forze dell’ordine per un intervento urgente sul Comune e poi lo stesso che ha chiamato la polizia, a posteriori, dice che è tutto a posto? Se è tutto a posto, com’è possibile che un consigliere comunale si alza la mattina e fa intervenire una voltante della polizia sul Comune? Che gioco è questo? E perché nessuno spiega, nessuno parla, nessuno comunica? Perché la città deve restare all’oscuro di tutto? Alcuni blog hanno scritto che vi sono consiglieri sotto inchiesta per questioni dove il controllo spetta agli uffici comunali. E’ vero? Non è vero? Di cosa si tratta? Se è una notizia falsa, è stata presentata regolare querela per diffamazione? Se la notizia invece è vera perché non la si spiega e si fa finalmente chiarezza? Perché questo silenzio? L’opposizione su queste accuse perché non si batte per fare chiarezza? Perché la minoranza su questioni così gravi non parla e non avverte la necessità dic capire e di informare i cittadini?


