Cardito (NA). Sabato 29 luglio, all’interno dell’aula consiliare “Francesco Narciso“, si è consumato l’ennesimo scempio politico. Un teatrino che ha sostituito di gran lunga il civico consesso. Molte le poltrone vuote, con una buona parte dei consiglieri comunali proiettati verso le vacanze estive. Tra i due punti all’ordine del giorno, quello della “pace fiscale”, ovvero, il regolamento per la definizione agevolata delle ingiunzioni fiscali e degli accertamenti esecutivi. Ma prima di inoltrarci nella questione, va fatta un’analisi: dalla pagina social della civica Cardito Valore Comune che in Consiglio è rappresentata da Nunziante Raucci ed Andreina Raucci, si legge: “Infine, il dato politico che emerge è che il Consigliere Marco Mazza candidato a sindaco dell’alternativa garantisce il numero legale per la validità della seduta del civico consesso e vota con la maggioranza”.
Davvero non si è capito l’atteggiamento astruso dell’avvocato Mazza, doveroso allora rispolverare la memoria. Nella campagna elettorale del 2020, Mazza fu scelto come alternativa politica all’attuale sindaco Giuseppe Cirillo, doveva rappresentare la discontinuità di un certo “modus operandi”, è noto, o meglio, era noto che tra i due contendenti non corresse buon sangue; nei confronti tra candidati di tre anni fa, l’avvocato carditese aveva più volte invitato l’ingegnere Cirillo; nelle redazioni giornalistiche Mazza decise di presentarsi con un pupazzo per riempire quella sedia vuota, un chiaro segnale di dileggio verso colui che volutamente si sottraeva ai confronti politici, ovvero, il sindaco Cirillo (foto in basso). Oggi invece, Marco Mazza sembra essere il salvatore di colui che ha cementificato Cardito, scaltro nel capire se astenersi perché su certe mozioni il suo salvagente non serve, oppure, come sabato scorso, presentarsi, votare e salvare quello che ormai è un sindaco in alto mare.

Un vero apostata, non tanto per gli accordi politici non mantenuti e per il radicale cambio di rotta, ma come più volte ribadito, una delusione nei confronti dei suoi elettori e di chi lo ha sostenuto. Probabilmente, se il tavolo politico del 2020 non avesse scelto lui, a quest’ora non sarebbe nemmeno in Consiglio Comunale, ricordiamo che lo stesso Mazza si è tesserato nuovamente nel partito della fascia tricolore, il Pd.
Ma ritorniamo al civico consesso di sabato scorso, in rappresentanza di Forza Italia solo il Consigliere Andrea Russo, quest’ultimo, sulla dichiarazione di voto aveva preannunciato l’abbandono dell’aula, motivando con veemenza tale decisione: “Noi facciamo l’interesse dell’Ente, vi siete chiesti quale sarà l’impatto della pace fiscale sul bilancio?”, (Russo durante il suo intervento, è stato interrotto dal sindaco Cirillo, quest’ultimo come se fosse a casa sua, ci teneva ad annunciare ai pochi presenti la presenza dell’onorevole Salvatore Guangi di Fi, passato casualmente a Cardito, quel Comune dove la res publica è diventata res privata, ndr).
Ad emulare lo stesso Russo, è stato Nunziante Raucci, il Consigliere “barriano”, non le ha mandate a dire: “Ancora una volta caro sindaco, ci ritroviamo a parlare di bilancio e di tematiche importanti senza un minimo di confronto, con tempi stretti e risicati. Votare quest’atto significherebbe tanto, perché non sappiamo cosa andiamo a votare, non è possibile portarlo in aula in meno di 24 ore”.
Interventi duri, parole pesanti, una gragnola improvvisa che si è abbattuta sul boss del cemento, il vicesindaco di Città Metropolitana è sempre più alla deriva, il Consiglio è una trincea, la boria di un tempo è sparita dal suo volto, anche perché dopo la pausa estiva si ritornerà a parlare di puc, di quel tavolo tecnico permanente annunciato e mai avviato assieme allo spauracchio del pre-dissesto.


