Traditi e traditori: a Cardito si pensa già al dopo Cirillo

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Cardito(NA). Si preannuncia un settembre legnoso e pernicioso per il primo cittadino di Cardito Giuseppe Cirillo, “pace fiscale” votata, non pace fatta in Consiglio. La spaccatura creata dai Consiglieri di Forza Italia (Andrea Russo, Giovanni Aprovidolo, Giuseppe Mirone ed Orlando Desimone) è senza precedenti. In tre mesi i berlusconiani hanno letteralmente genuflesso la fascia tricolore, la revoca dei due assessori (Fusco e D’Agostino) gli è rimasta sul gozzo, ai forzisti proprio non è andata giù, da quel momento Cirillo si è sentito come il comandante Francesco Schettino, solo che a differenza dello sciagurato marinaio, non vuole proprio abbandonare la nave, ma come si dice, chi va per mare naviga, chi resta a terra giudica.

Come preannunciato nel precedente articolo, tra poco più di un mese, l’impavido e baluardo ingegnere carditese dovrà rendicontare sul puc e sul probabile pre-dissesto; il piano urbanistico comunale ha rappresentato il jolly in queste tre campagne elettorali (20122015 e 2020), troppe promesse rigorosamente mai mantenute, a beneficiarne solo “qualche” amico costruttore, ma ai cittadini, a quelli che attendono il piano casa solo vane parole “sine pecunia ne cantatur missae”. Settembre è alle porte, la politica locale è già in fibrillazione, si pensa ormai al dopo Cirillo; la fine naturale di questa consiliatura è difficile (2025), si sta lavorando per riunirsi dinanzi al notaio e spedire a casa l’attuale fascia tricolore, se ciò dovesse accadere, decadrebbe anche il suo ruolo da vicesindaco di Città Metropolitana, in poche parole, carriera politica finita, un vero disastro.

Si potrebbe lavorare di meno se Marco Mazza avesse rispettato il patto con gli elettori e con chi lo ha sostenuto. Negli ultimi tre consigli comunali, lo stesso Mazza si è astenuto sulla votazione del bilancio previsionale, ha abbandonato l’aula quando si è parlato del puc e lo scorso 29 luglio, ha garantito il numero legale votando a favore della pace fiscale. Purtroppo la domanda è sempre la stessa, com’è possibile che colui che doveva rappresentare l’alternativa appoggia il nemico politico (Cirillo), tanto schernito nella campagna elettorale del 2020? Troppa filosofia e poco coraggio, troppi calcoli, pochi muscoli ed esigua sostanza, in un civico consesso scarno di politici di razza è troppo facile fare l’erudita ed il sapiente, servono i fatti, se si sta lavorando per sfiduciare il primo cittadino, l’avvocato Mazza dovrebbe essere tra i primi firmatari (mozione o notaio che sia). Non è un attacco frontale, ma una disamina che disarma letteralmente chi ha creduto in lui (Mazza), rientrare nel Pd poi, per tentare di sedersi sulla poltrona della segreteria, un azzardo che davvero non si capisce, la casa dei Democratici si sa, è fortino di Cirillo.

Possiamo asserire con la massima tranquillità che la vera opposizione, anche se in maniera silente e poco sponsorizzata è stata messa in campo da Nunziante Raucci ed Andreina Raucci che hanno rifiatato e recuperato le energie grazie al supporto dei quattro Consiglieri di Forza Italia. Su Nunziante Raucci si può dire di tutto, ma i capisaldi che lo hanno sempre contraddistinto sono l’amore sconfinato per il paese, il record di preferenze (ancora una volta è risultato essere il Consigliere Comunale più votato con 700 preferenze) ed infine, sulla tenuta e sulla fedeltà politica si è dimostrato un gigante. Non si è lasciato abbindolare dalle vane promesse del re della bugia, non ha rincorso le prebende ed ha sostenuto con maturità politica colui che oggi in Consiglio gli rema contro e gli gira la faccia, come il famoso Iscariota.  

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