Un’oasi verde al posto di un’area nelle mani dei clan

Data:

Caivano.

Non solo il decreto varato dal Governo. Questo nuovo corso ormai non più rinviabile di ripristino della legalità vede protagonista anche il Comune e i commissari prefettizi, dall’alto dei loro poteri e della loro autorevolezza, non arretreranno di un millimetro rispetto ad un altro simbolo di camorra che va abbattuto. Parliamo dei resti dello stadio “Faraone”, una struttura degradata, abbandonata da anni, utilizzata dai clan sia per spacciare droga che per nascondere armi. Un biglietto da visita del paese, posto alle porte principali, al confine con Cardito. Un muro degradato a delimitare un pezzo di territorio sottratto alla comunità, un pezzo di territorio, l’ennesimo finito nelle mani delle organizzazioni criminali. Eppure, nei prossimi giorni arriverà finalmente un segnale forte dello Stato: quel monumento al degrado, un altro simbolo del dominio a Caivano della camorra sarà abbattuto. L’ex sindaco Falco ha svolto tutto l’iter burocratico, progetto, finanziamento, circa un milione e 300mila euro, e si è svolta anche la procedura di affidamento assegnata ad un’impresa di Melito. Quella struttura degradata, recintata quasi come se fosse ormai di proprietà esclusiva di delinquenti, sarà abbattuta per realizzare un polmone a verde attrezzato. Non solo l’importanza di avere uno spazio pubblico, un polmone di verde nel centro città per fare sport o per passare ore in totale relax nella natura, ma si tratta di un’azione simbolica della vittoria dello Stato, lo Stato che si riappropria di pezzi di territorio che la camorra negli anni ha sottratto alla comunità e alle persone perbene. Un’oasi verde all’ingresso della città, adiacente una scuola, il liceo “Braucci”, e una piazzetta che pure sarà riqualificata. Anche qui è tutto pronto grazie alla programmazione della passata amministrazione. Ora con l’inizio dei lavori, i commissari daranno un segnale fortissimo contro la camorra, un segnale immediato perché strutture come quelle migliorano la vivibilità ma offrono anche alla comunità dei simboli di riscatto.

Non a caso alcuni cittadini hanno avviato una petizione popolare non solo per sollecitare l’inizio dei lavori ma per proporre che quello spazio a verde attrezzato venga intitolata così: “Peppino Impastato, oasi di legalità”. A Caivano c’è bisogno anche di questo.
Le firme le stanno già raccogliendo in modo spontaneo i cittadini a dimostrazione che la speranza di un corso nuovo vede lo Stato in prima linea ma anche tutti i caivanesi perbene e siamo sicuri che i commissari non avranno alcuna difficoltà ad accettare questa richiesta che non è solo formale ma raccoglie in sé tanta sostanza. Peppino Impastato resta un simbolo positivo ed anche a Caivano quell’esempio va valorizzato. Oggi ne abbiamo l’occasione. Lo chiede la città, la parte sana di questa città che finalmente da oggi non è più sola perché lo Stato si è fatto sentire, si farà sentire e i risultati arriveranno sin da subito. Riappropriarsi dell’area dell’ex stadio “Faraone” negli anni divenuta simbolo di camorra è un grande passo avanti. Quel polmone di verde rappresenta il primo riscatto, il primo pugno nell’occhio dritto ai clan!

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