La violenza sui minori ha sempre più il volto dell’orco vestito da eroe, che in questo caso, a Milano, identifica un 59enne fisioterapista.
Avrebbe dovuto prendersi cura dei giovani della squadra di calcio presso cui lavorava, ed invece ha trasformato il lavoro in abuso.
La vittima è un giovane calciatore milanese violentato a luglio scorso, dopo un infortunio. Il coraggio di denunciare è arrivato grazie al padre del ragazzo che avrebbe subito violenza, e non sarebbe la sola vittima.
La procura di Milano ha coordinato le indagini sul caso, facendo scattare subito l’arresto per il fisioterapista. L’accusa è di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore.
Il 59enne era stato chiamato a curare il giovanissimo atleta all’interno delle mura di casa, ma il giovane ha capito che le mani del paramedico si stavano spingendo oltre il lecito, tanto da allontanare l’uomo a cui era stato affidato in cura.
Il caso ha assunto proporzioni familiari: dopo la denuncia del ragazzino che ha scoperchiato il vaso di Pandora, anche il fratello ha rotto il muro del silenzio, ammettendo di essere stato vittima di abusi in passato, sempre con la dinamica del finto massaggio, naturalmente da autore diverso. Da qui la soggiogazione psicologica della paura di non essere creduto che lo ha fermato dal denunciare, a differenza del fratello minore.
Mentre le indagini proseguono per accertare il passato del fisioterapista, il nucleo tutela donne e minori di piazza Beccaria, che ha eseguito l’arresto, sintetizza con queste parole l’accaduto: “Le esigenze cautelari nascono da un forte pericolo di recidiva e reiterazione del reato e dalla spregiudicatezza e disinvoltura dell’uomo nel porre in essere i comportamenti abusanti, anche alla luce dell’attività lavorativa svolta fino al momento dell’arresto, fisioterapista presso una squadra di calcio giovanile dell’hinterland milanese, sempre a stretto contatto con ragazzi di giovane età, tutte sue potenziali vittime”.


