Mentre prosegue il conflitto in Ucraina, in un contesto di rapporti molto tesi con l’Occidente, il presidente russo Vladimir Putin ha ratificato con una legge l’uscita della Russia dal trattato per la messa al bando degli esperimenti nucleari denominato Ctbt. Si tratta di un trattato internazionale, elaborato tra il 1993 e il 1996, che proibisce, in qualsiasi ambiente, i test nucleari. Adottato durante la 50esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite fu ratificato da 178 paesi e, anche se non è mai entrato ufficialmente in vigore, il Ctbt ha un forte valore simbolico. Con la nuova legge la Russia rimane, comunque, una firmataria del trattato ma potrà smettere di rispettarne i vincoli.
La proposta di legge per la revoca del trattato è stata approvata dal parlamento russo con un processo accelerato. Durante le audizioni parlamentari lo speaker della Duma di Stato Volodin ha dichiarato che la revoca è una risposta al “cinismo” e agli “atteggiamenti beceri” degli Stati Uniti sulle armi nucleari.
Nel mese di ottobre, intanto, Putin aveva affermato di non essere pronto a dichiarare se la Russia effettuerà test nucleari dal vivo ma, la scorsa settimana, ha supervisionato esercitazioni con missili balistici.


