Gioia per i Federiciani e cittadini di Napoli che si uniscono in queste settimane ai festeggiamenti per gli 800 anni della fondazione dell’ Università Federico II di Napoli. Il primo ateneo creato in Europa come università laica, ha accolto per l’occasione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Andrea Bocelli, a cui nei giorni scorsi è stata conferita la laurea magistrale honoris causa, per festeggiare la quale l’artista ha intonato anche l’Inno di Mameli.
Con circa 70 Rettori ospiti, insieme alla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, l’ateneo ha inaugurato il nuovo anno accademico celebrando l’illuminato imperatore Federico II di Svevia, che il 5 giugno 1224, fondò l’Università per metterla a disposizione di chiunque nel Regno avesse voluto studiare per essere «… resi savi e accorti attingendo alla fonte delle scienze e al vivaio delle scienze».
L’opera del fondatore salutato come Stupor Mundi, fu la prima a trarre l’incipit da un sovrano. Napoli diventò la sede prescelta dello Studium, perchè Federico II desiderava che i suoi sudditi non dovessero recarsi in terre straniere per ampliare il proprio sapere, sottoponendosi a lunghi viaggi.
Voleva che ognuno si erudisse “in conspectu parentum suorum”, sotto lo sguardo dei familiari. Ma auspicava al contempo che ci fossero nel regno più persone acculturate in ambito giuridico, ai fini dell’amministrazione del Regno, soddisfacendo contemporaneamente il desiderio di competizione con l’Università di Bologna, considerata la più antica d’Europa con i suoi 900 anni di durata, ma anche la più prestigiosa del Medio Evo in ambito giuridico per formazione di funzionari di età imperiale, dislocati in tutti i comuni d’Italia. Era infatti qui che spesso i suoi sudditi si recavano per formarsi.
L’imperatore vietò così ai suoi sudditi di andare a studiare fuori dal Regno. Napoli rappresentava per lui il luogo in cui esistevano già tante scuole medioevali e pur non essendo ancora economicamente sviluppata, grazie alla bellezza dei luoghi e dell’aria, con l’abbondanza di ciò che sarebbe stato utile ad uno studente per trascorrere gli anni di studio in modo sereno, era anche una regione disposta geograficamente in luogo centrale e per questo, facilmente raggiungibile.
C’era un altro dato da cui non si poteva prescindere: la maggior parte dei funzionari dei comuni italiani, proveniva dalla Campania e dal Lazio meridionale.
Così Napoli diventò il centro culturale non solo dell’Italia, ma dell’Europa e poi del mondo. La città che per ultima si piegò alla conquista di Ruggero II ed Enrico VI, padre di Federico II, a cui resistette per tre anni; era anche luogo in cui costruire un simbolo di pacificazione dell’imperatore con il suo popolo.
Così, prima con la facoltà di Giurisprudenza, poi con quella di Medicina e delle Humanae Litterae, la Federico II diventò la prima università statale di prestigio ed oggi è al sesto posto tra gli atenei italiani e al 235º posto su 20.531 nel ranking mondiale per valore di formazione.


