Protezione dei dati personali: i media spagnoli fanno causa a Meta per una presunta violazione

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Una causa da 550 milioni di euro è stata indetta dall’ associazione spagnola degli editori (AMI), un gruppo che rappresenta oltre 80 media spagnoli, contro Meta, proprietario dei social Instagram, Facebook e del programma di messaggistica istantanea Whatsapp per una presunta violazione delle norme dell’Unione Europea sulla protezione dei dati personali.

L’associazione, che raggruppa le principali società mediatiche spagnole come Prisa, El Pais e Vocent, ha sottolineato le numerose violazioni dei dati personali degli utenti, avvenute su piattaforme Meta, che ha ceduto i dati personali, per i quali è necessario il consenso, per la creazione di annunci pubblicitari personalizzati. Questi annunci, oltre a creare concorrenza sleale, vengono realizzati su un consenso “ottenuto illegittimamente”.

Il presidente dell’AMI Jose Joly ha sottolineato come Meta ha “costruito la sua posizione dominante nel mercato pubblicitario ignorando le norme” sulla protezione dei dati personali, causando così “un danno evidente ai media spagnoli al punto da metterne a rischio la sostenibilità”.

Proprio il mese scorso, il colosso Meta, ha iniziato ad offrire ai suoi utenti in Europa un servizio di abbonamento a pagamento per usufruire delle piattaforme senza pubblicità. Una scelta, a detta del colosso, conforme alle norme UE, secondo cui gli utenti devono poter scegliere liberamente se offrire i loro dati per la realizzazione di pubblicità mirate o meno.

Il caso della Spagna, però, non è isolato: anche un gruppo austriaco per i diritti digitali ha presentato un reclamo contro il nuovo servizio di abbonamento Meta affermando che è come “pagare una tassa per garantire la privacy”.

Chiara Imbimbo
Chiara Imbimbo
Laureata in Filologia Moderna alle Federico II di Napoli con una tesi in critica letteraria. Iscritta all’albo dei giornalisti come pubblicista coltiva la passione per il cinema, la lettura e la scrittura.

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