Assassinio Giulia Tramontano, Impagnatiello a processo: “Quel giorno anche io me ne sono andato con loro”

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 Dichiarazioni spontanee per Alessandro Impagnatiello, giunto alla prima udienza del processo per omicidio pluriaggravato di Giulia Tramontano e del bambino che portava in grembo.

Accusato anche di vilipendio al cadavere e di interruzione non consensuale di gravidanza, l’imputato che si è scoperto avesse cercato di avvelenare la fidanzata a poco a poco, prima di ucciderla, in lacrime ha dichiarato: “Quel giorno ho distrutto la vita di Giulia e del bambino che ero pronto ad accogliere. Quel giorno anch’io con loro me ne sono andato. Non chiedo che queste scuse vengano accettate”.

Sono stato preso da qualcosa che risulterà sempre inspiegabile e da disumanità – ha aggiunto l’ex barman – Ero sconvolto e perso. Non chiedo che queste scuse vengano accettate, perché sto sentendo ogni giorno cosa vuol dire perdere un figlio e molto di più, non posso chiedere perdono”.

Le scuse rivolte nell’aula della Corte d’Assise d’appello, non hanno scalfito minimamente il papà di Giulia, Franco, e la sorella Chiara che sono usciti dall’aula per non ascoltarle, mentre mamma Loredana e il fratello Mario, il più piccolo della famiglia, hanno udito la testimonianza dell’assassino.

Alessandro godrà di un processo a telecamere spente. Lo ha deciso la Corte di assise di Milano. Lo scopo è quello di non decontestualizzare l’iter processuale che vede Impagnatiello responsabile delle 37 coltellate inferte a Giulia, lo scorso 27 maggio a Senago.

Anche gli avvocati di Impagnatiello hanno negato le autorizzazioni alla ripresa del processo che è diventato di interesse pubblico, dopo la legislazione emergenziale contro i reati da codice rosso.

Su Instagram intanto, nonostante il riserbo, Chiara Tramontano, indignata, ha scritto un post destinato all’assassino della sorella, rendendo social le sue prime dichiarazioni post udienza: “Puoi chiedere scusa se per errore hai urtato lo specchietto della mia auto. Non puoi chiedere scusa se hai avvelenato e ucciso mia sorella e mio nipote, prendendoci in giro e deridendone la sua figura. Non hai diritto a pronunciare, invocare o pensare a Giulia e Thiago. Dopo averli uccisi barbaramente meriti di svegliarti ogni giorno in galera ripensando a ciò che hai fatto e provando ribrezzo per te stesso”.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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