EvaLab, il laboratorio che sostiene vittime di abusi e violenze

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Sorge a Casl di Principe in due beni confiscati alla camorra e sostiene le donne vittime di abusi e violenze. Trae il suo nome dalla prima donna della storia e si chiama EvaLab.

Si occupa di moda etica con tessuti colorati e motivi geometrici, e deriva dall’idea della Cooperativa sociale Eva, fondata per dare sostegno a 5 centri antiviolenza e 3 case rifugio per la protezione di donne sopravvissute alla violenza, vittime di tratta, rifugiate e richiedenti asilo.

Rispetta l’ambiente nell’ottica Ethical Fashion, riutilizzando eccedenze di produzione ed ha creato una nuova linea intitolata Geometrie di Libertà.

Se le sarte sono donne presenti in cooperativa, la stylist è una professionista di successo: Tiziana Maffei, già nota nell’ambiente casertano in quanto direttrice della Reggia di Caserta.

Il progetto vanta un’altra collaborazione eccellente: quella con Gucci, la maison che affascinata dallo scopo del laboratorio, ha scelto di donare recentemente, scampoli in seta per far realizzare gli abiti, inserendo l’iniziativa nell’idea Gucci Up. Precedentemente il laboratorio sartoriale adoperava seta di San Leucio.

La vestibilitá delle creazioni è adatta ad ogni donna proprio per abbracciarne la completa essenza, ed adopera il minor numero di cuciture al fine di assecondare ogni fisicità. La parola d’ordine dello stile EvaLab è semplicità, per arrivare ad interpretare con immediatezza l’istinto delle donne.

Sostiene l’enpowerment femminile, dal momento che nasce con l’intento di offrire formazione ed occupazione a donne che hanno tentato di sradicarsi dalla violenza maschile, ma in difficoltà economica per riscattarsi. Da qui l’idea di dare loro lavoro, e dunque indipendenza economica.

Gode anche del supporto della Regione Campania, che ne ha favorito il lancio allo scopo di supportare legalitá, sostenibilità e sviluppo femminile.

Per questo EvaLab ha anche attivato uno shop online per continuare a dare sostegno a donne divenute sarte, con il supporto dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, che dal principio ha sostenuto il loro lavoro, ed insieme la possibilità di riscatto sociale.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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