Istituita nel 2021, il 18 marzo di ogni anno si celebra la giornata nazionale in memoria di tutti coloro che, durante la pandemia da Covid-19, hanno perso la vita.
L’immagine dei camion militari carichi di bare per le strade della città di Bergamo, una delle città più colpite dalla pandemia, è ancora impressa nella memoria di ognuno di noi.
Il numero di persone che hanno perso la vita in Italia a causa del covid-19 supera i 160.000.
Un’occasione per non dimenticare il dolore e la sofferenza che la pandemia ha causato a famiglie e comunità in tutto il paese e, soprattutto, per riflettere ancora una volta su quanto il singolo uomo sia intimamente connesso agli altri per cercare di abbracciare, ancora maggiormente, una visione globale.
La giornata nazionale è anche un momento per ribadire l’impegno a non abbassare mai la guardia sulla difesa della propria salute ed un’occasione per riflettere sulla resilienza dell’essere umano che, nonostante sia stato messo a dura prova con forti ripercussioni sociali, economiche e psicologiche, è riuscito a rialzarsi.
Dai momenti più avversi, infatti, arrivano sempre importanti insegnamenti come in questo caso il valore della solidarietà e della necessità di un senso maggiore di comunità.
Nel territorio italiano saranno disparate le iniziative commemorative per questa giornata: bandiere a mezz’asta, fiaccolate e installazioni varie.
A Brescia le campane suoneranno a lutto alle 16:55 e al comune, e negli edifici pubblici, le bandiere saranno a mezz’asta. A Nembro, in provincia di Bergamo, la commemorazione è iniziata ieri con un momento di preghiera al monte Cereto dove sono stati letti i nomi delle 188 vittime dinanzi una croce piantata in loro memoria.
Nella città di Bergamo, invece, dopo la visita al cimitero di Gentiloni e Locatelli, la commemorazione continuerà il pomeriggio con la deposizione di una corona di fiori al bosco della Memoria, un parco monumento dedicato alle vittime nei pressi dell’ospedale Giovanni XXIII.


