Continua anche in questa giornata lo sciopero del trasporto pubblico e privato locale, che coinvolge il 6 maggio, come gli scorsi 4 e 5, le diverse sigle sindacali. CUB Trasporti, SGB, Cobas Lavoro Privato, Adl Cobas e Al-Cobas da Milano a Roma, da Venezia a Genova e Bologna incroceranno le braccia. Ancora per 24 ore USB Lavoro Privato protesta contro la mancata non cutanea delle associazioni dei datori di lavoro verso le richieste di rinnovo contrattuale in cui si chiede adeguamento salariale al costo della vita, rispetto a carichi e orari di lavoro troppo gravosi, uniti a mancanza di sicurezza. A Roma è coinvolta l’intera rete Atac e le reti RomaTpl, mentre a Milano lo stop ATM riguarda le linee aderenti dalle 8:45 alle 15 e dopo le 18, fino al termine del servizio. Bus e corriere tra Bologna e Ferrara sono in sciopero, ma nel rispetto delle fasce di garanzia, dalle ore 8.30 alle ore 16.30 e dalle ore 19.30 a fine servizio. Il servizio ATM a Genova sarà invece garantito dalle ore 6 alle ore 9 e dalle ore 17.30 alle ore 20.30. AVM/Actv a Venezia informano che “due sigle sindacali” hanno aderito allo sciopero, che potrà quindi “interessare i servizi navigazione, automobilistici e tranviari”, fermo restando la garanzia dei “servizi minimi di navigazione”.
A Bari sciopera il personale di Ferrovie Appulo Lucane, dalle 15:40 alle 19:40. Stop anche per il personale di Ast Regione Sicilia, dalle 5:30 alle 6:30 e dalle 9:30 alle 12:30, e per quello delle aziende Tpl di Regione Campania, dalle 9 alle 13. Anche il servizio treni a Bari e Catania sarà fermo. I disagi per cittadini e viaggiatori continuano, rallentando i loro ritmi, soprattutto nel lunedì di rientro dal weekend al lavoro. Il mese di maggio non avrà dunque episodi isolati, ma reiterato per creare un sentiment di coinvolgimento delle società sull’importanza del lavoro nel settore trasporti. Il fine è quello di far comprendere che per lavorare servono salari utili a vivere e non sopravvivere.
Pe e questo si chiede un aumento salariale di 300 euro con riduzione dell’orario di lavoro da 39 a 35 ore settimanali. Luci accese anche sul blocco delle privatizzazioni e delle relative gare di appalto per il trasporto pubblico locale.


