Spettacolo di beneficenza a Melito: la compagnia “Tiempe belle ‘e ‘na vota” conquista il pubblico con la commedia “A chi è figlio ‘o giuvinotto”

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Weekend solidale, quello del 11 e 12 maggio, presso la sala teatrale della chiesa Regina Mundi di Melito a Napoli dove la compagnia teatrale di Ida Russomanno e Nino Taglialatela “Tiempe belle ‘e’ na vota’”, grazie alla disponibilità di Don Antonio, che per l’occasione ha messo a disposizione la sala teatro della chiesa, si è esibita in una divertente commedia dal titolo “A chi è figlio ‘o giuvinotto”.

Ad aprire la serata, davanti ad una platea piena, l’attore e poeta Biagio Chianese con la lettura della sua poesia in napoletano dedicata a “Suor Mariagrazia Cicala”, nata e vissuta a Melito, che dallo scorso 16 marzo è in attesa di beatificazione.

Scritta da Salvatore E. Pipariello, e affidata alla regia di Enzo Cicala, la commedia in due atti racconta l’esilarante vicenda delle tre signorine Tintarelli (Clara Frustaci, Ornella Formichelli e Filomena Izzo) che, grazie ad una lettera ritrovata da Don Michele (Enzo Cicala), dovranno fare i conti con un segreto dal passato. Questo segreto ha un nome: Fabio Pregato (Domenico Venti).

La domanda sorge spontanea: “A chi è figlio ‘o giuvinotto?”

Una serie di esilaranti vicende porta sul palco personaggi altrettanto esilaranti che si incontrano e si scontrano in una serie di equivoci tutti da ridere. “A chi è figlio’ o giuvinotto” è, a tutti gli effetti, una commedia degli equivoci che affonda le sue radici nel teatro greco e latino come, ad esempio, i “Menecmi” e l'”Amphitruo” di Plauto.

Torna, infatti, anche il tema del “doppio” e dello “scambio di persona” che conferisce ritmo e movimento alla narrazione. Sul palco, tutto è talmente surreale da diventare reale: dal malato mentale Santullilo (Enzo Cozzolino) e i suoi problemi di identificazione che lo portano a sentirsi prima Ottaviano Augusto, poi Napoleone a cavallo di una scopa e, infine, Giuseppe Garibaldi, al divertentissimo sacrestano Peppino (Agostino Brancale), Filuccio (Enzo Nicolini), storico fidanzato di una delle tre signorine Tintarelli e al vedovo cavalier Travaglia (Giacomo Vittorio) che cerca di rifilare lo stesso anello di fidanzamento a tutte le donne che incontra. Sul palco anche il tema di matrice classica dell’inganno che ritorna grazie a Don Michele, l’ispettore Mandolino (Biagio Chianese) e il giovane Fabio per cercare di scoprire chi tra le tre signorine Tintarelli fosse la madre del giovane.

Sulle tavole del palcoscenico anche Gabriella Curzio, nei panni di Concetta, Pina Cecere bel ruolo di Matilde, Luigi Cecere nei panni di Ninuccio e il simpatico Agostino interpretato da Antimo Barretta.

Alla fine,“A chi è figlio o’ giuvinotto” davvero non conta perché l’amore è capace di andare oltre ogni rapporto di sangue.

La compagnia “Tiempe belle ‘e’ na vota’”, attiva da quasi 30 anni, non solo ha fatto divertire il pubblico, ma ha lanciato anche un bellissimo messaggio in occasione proprio del weekend della festa della mamma.

Che lo si chiami teatro amatoriale o teatro dilettantistico, quando si riesce a far divertire il pubblico, facendo del bene e vedendo sul palco attori con così tanto cuore e talento, mossi da un unico e nobile intento, non si può che apprezzare.

Chiara Imbimbo
Chiara Imbimbo
Laureata in Filologia Moderna alle Federico II di Napoli con una tesi in critica letteraria. Iscritta all’albo dei giornalisti come pubblicista coltiva la passione per il cinema, la lettura e la scrittura.

1 commento

  1. Gentile Imbimbo Chiara

    Vorrei esprimere il mio sincero ringraziamento per l’articolo che hai scritto sulla mia interpretazione nella commedia “A chi è figlio o’ giuvinotto” Leggere le tue osservazioni è stato davvero gratificante.

    Sono felice che tu abbia apprezzato.

    Apprezzo inoltre i tuoi commenti dettagliati e la tua prospettiva sullo spettacolo nel suo complesso. È sempre utile ricevere feedback da osservatori attenti e competenti come te.

    Grazie ancora per il tuo tempo e per aver condiviso il tuo punto di vista. Spero di poterti sorprendere ancora con future performance.

    Con stima, Nicolini Vincenzo

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