Commissione europea: aperta un’indagine su Meta per possibile violazione delle norme sulla tutela dei minori

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La Commissione europea ha avviato un’indagine formale su Meta, società madre di Facebook e Instagram, per valutare se il colosso dei social abbia violato le norme del Digital Services Act (Dsa) per la tutela dei minori.
La Commissione teme che i sistemi di Facebook e Instagram, inclusi i loro algoritmi, possano creare dipendenza comportamentale nei bambini e generare effetti negativi sulla loro salute mentale, come isolamento e depressione.
Inoltre, Bruxelles vuole accertare se i metodi di verifica dell’età adottati da Meta siano sufficienti a proteggere i minori dall’accesso a contenuti non appropriati.
L’indagine segue una precedente inchiesta aperta dall’Ue a fine aprile su TikTok per le stesse preoccupazioni.
“Vogliamo che gli adolescenti abbiano esperienze online sicure e adatte alla loro età”, ha dichiarato un portavoce di Meta, sottolineando che negli ultimi dieci anni la società ha sviluppato oltre 50 strumenti e policy per la protezione dei minori.
La Commissione ha quattro mesi per completare l’indagine. Se dovesse accertare una violazione del Dsa, Meta potrebbe essere sanzionata con multe fino al 6% del suo fatturato globale.
L’apertura di quest’indagine rappresenta un passo importante per tutelare i minori dai potenziali rischi dei social network. I risultati dell’inchiesta potrebbero avere un impatto significativo su Meta e sulle sue piattaforme, obbligandole ad adottare misure più rigorose per la protezione dei più giovani.
A preoccupare la Commissione europea soprattutto la dipendenza comportamentale, l’effetto “tana del coniglio” con gli algoritmi di Facebook e Instagram che potrebbero creare un flusso di contenuti personalizzati che tiene gli utenti incollati allo schermo, ostacolando la loro capacità di staccarsi e svolgere altre attività e, ovviamente, i contenuti dannosi.
È probabile che nei prossimi mesi vengano introdotte nuove norme e regolamenti per rafforzare la protezione dei più giovani nel mondo digitale.

Chiara Imbimbo
Chiara Imbimbo
Laureata in Filologia Moderna alle Federico II di Napoli con una tesi in critica letteraria. Iscritta all’albo dei giornalisti come pubblicista coltiva la passione per il cinema, la lettura e la scrittura.

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