Parte il 78esimo Festival di Cannes con il premio alla carriera a Peter Jackson. I primi tre film in concorso

Data:

La cerimonia di apertura ha avuto come madrine le iconiche attrici Gong Li e Jane Fonda, esplicito riferimento unificante di Oriente e Occidente. Tra i primi tre film “Nagi notes” giapponese Koji Fukada e l’interessante La vie d’une femme: tensioni emotive e amori tormentati al centro dei primi film in concorso al festival di Cannes

di Giovanni Ottone

La tradizionale cerimonia di apertura del 79° Festival di Cannes, il Festival di cinema più importante del mondo, è stata sobria e significativamente dedicata a celebrare la varietà e la creatività della comunità della settima arte.

Condotta da Eye Haidara, attrice francese di origine del Mali, ha avuto al centro la consegna della Palme d’honneur, alla carriera, al prestigioso regista neozelandese Peter Jackson (King Kong, la trilogia del Signore degli Anelli, la trilogia di The Hobbit). E ha avuto come madrine le iconiche attrici Gong Li e Jane Fonda, esplicito riferimento unificante di Oriente e Occidente.

Nel concorso ufficiale due storie di donne molto diverse.

Nagi notes, meditazione e riflessioni in stile giapponese

Nagi Notes”, del giapponese Koji Fukada, racconta la visita di Yuri, un architetto, da poco separata, alla ex cognata Yoriko, un’artista che vive in campagna, scolpisce il legno ed è tormentata da un amore passato. La relazione tra le due donne, che è stata un legame profondo del passato, riemerge tra ricordi, fantasmi, dialoghi, silenzi e troppe suggestioni. E si intreccia con una meditazione sulle sembianze dei volti e sull’arte del ritratto. In aggiunta le due donne si confrontano anche con il sentimento amoroso omosessuale tra due adolescenti a loro cari.  Ed emergono anche i temi della conservazione dell’ambiente e della guerra in Ucraina, evocata di continuo dalla televisione. Un non dramma minimalista che resta irrisolto.

La vie d’une femme, l’itinerario emotivo di una donna forte 

La vie d’une femme”, opera seconda della francese Charline Bourgeois – Tacquet, racconta efficacemente una cinquantenne con un ruolo professionale di forte responsabilità e un’identità forte e aperta alla interazione, attraverso 12 capitoli in in arco temporale di un anno. Gabrielle (Lea Drucker, eccellente) è medico capo del dipartimento superspecialistico di chirurgia maxillo – facciale in un ospedale pubblico di Lyon. Si dedica completamente alla professione e alla gestione della sua équipe.

E deve occuparsi anche di Henri (Charles Berling), il marito che ama, ma che lamenta di essere trascurato, e della propria madre ottantenne Arlette (Marie Christine Barrault) con iniziale sindrome di Alzheimer.  Poi incontra Frida (Melanie Thierry), una scrittrice quarantenne che diventa più di un’amica.

Il ritratto a tutto tondo di una donna determinata, intelligente e razionale che compie un itinerario emotivo per conciliare tensioni, scelte continue e disponibilità a essere felice. Con un approccio e una messa in scena dinamici e senza stereotipi, nel segno del cinema d’autore e del cinema “grand publique“.

Grande merito alla sezione indipendente “Quinzaine des cineastes“, per l’opening film proposto.

Butterfly Jam, una storia al maschile

Butterfly Jam”, terzo lungometraggio del russo, Kantemir Bakagov, già Premio FIPRESCI a Cannes con Closeness (2017) e Beanpole (2019), è uno straordinario dramma tragico esistenziale e familiare.

Dopo due film dedicati a personaggi e identità femminili, Balagov, propone una storia al maschile nell’ambito della comunità patriarcale a cui appartiene, i circassi del Caucaso. Ma, essendo fuoriuscito dalla Russia dopo l’invasione della Ucraina, ambienta il film in una micro-comunità di circassi a Newark, in New Jersey, negli USA.

Il trentenne Azik (Barry Keogan) è uno chef di talento, vedovo e molto legato a suo figlio Pyteh (Talha Akdogan) che pratica il wrestling. Tuttavia, frequenta assiduamente amici circassi frustrati e attaccabrighe, sempre alla ricerca di scorciatoie per fare soldi.

Finché, una notte al culmine di una banale lite viene brutalmente violentato e ucciso.  E Piteh deve fronteggiare una tragedia inspiegabile e un lutto insopportabile.

Balagov conferma pienamente la sua poetica di attenzione immediata, dettagliata e intensa, ai personaggi e alla loro vulnerabilità.  E privilegia l’ambientazione notturna. Ne deriva una vicinanza opprimente ai personaggi che determina una sensazione di acuta costrizione, con rare e opportune prese di distanza.

Rimani aggiornato su Pubblica Now

Redazione
Redazione
L'Informazione a portata di click!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Condividi su:

[tds_leads title_text="Subscribe" input_placeholder="Email address" btn_horiz_align="content-horiz-center" pp_checkbox="yes" pp_msg="SSd2ZSUyMHJlYWQlMjBhbmQlMjBhY2NlcHQlMjB0aGUlMjAlM0NhJTIwaHJlZiUzRCUyMiUyMyUyMiUzRVByaXZhY3klMjBQb2xpY3klM0MlMkZhJTNFLg==" f_title_font_family="653" f_title_font_size="eyJhbGwiOiIyNCIsInBvcnRyYWl0IjoiMjAiLCJsYW5kc2NhcGUiOiIyMiJ9" f_title_font_line_height="1" f_title_font_weight="700" f_title_font_spacing="-1" msg_composer="success" display="column" gap="10" input_padd="eyJhbGwiOiIxNXB4IDEwcHgiLCJsYW5kc2NhcGUiOiIxMnB4IDhweCIsInBvcnRyYWl0IjoiMTBweCA2cHgifQ==" input_border="1" btn_text="I want in" btn_tdicon="tdc-font-tdmp tdc-font-tdmp-arrow-right" btn_icon_size="eyJhbGwiOiIxOSIsImxhbmRzY2FwZSI6IjE3IiwicG9ydHJhaXQiOiIxNSJ9" btn_icon_space="eyJhbGwiOiI1IiwicG9ydHJhaXQiOiIzIn0=" btn_radius="3" input_radius="3" f_msg_font_family="653" f_msg_font_size="eyJhbGwiOiIxMyIsInBvcnRyYWl0IjoiMTIifQ==" f_msg_font_weight="600" f_msg_font_line_height="1.4" f_input_font_family="653" f_input_font_size="eyJhbGwiOiIxNCIsImxhbmRzY2FwZSI6IjEzIiwicG9ydHJhaXQiOiIxMiJ9" f_input_font_line_height="1.2" f_btn_font_family="653" f_input_font_weight="500" f_btn_font_size="eyJhbGwiOiIxMyIsImxhbmRzY2FwZSI6IjEyIiwicG9ydHJhaXQiOiIxMSJ9" f_btn_font_line_height="1.2" f_btn_font_weight="700" f_pp_font_family="653" f_pp_font_size="eyJhbGwiOiIxMyIsImxhbmRzY2FwZSI6IjEyIiwicG9ydHJhaXQiOiIxMSJ9" f_pp_font_line_height="1.2" pp_check_color="#000000" pp_check_color_a="#ec3535" pp_check_color_a_h="#c11f1f" f_btn_font_transform="uppercase" tdc_css="eyJhbGwiOnsibWFyZ2luLWJvdHRvbSI6IjQwIiwiZGlzcGxheSI6IiJ9LCJsYW5kc2NhcGUiOnsibWFyZ2luLWJvdHRvbSI6IjM1IiwiZGlzcGxheSI6IiJ9LCJsYW5kc2NhcGVfbWF4X3dpZHRoIjoxMTQwLCJsYW5kc2NhcGVfbWluX3dpZHRoIjoxMDE5LCJwb3J0cmFpdCI6eyJtYXJnaW4tYm90dG9tIjoiMzAiLCJkaXNwbGF5IjoiIn0sInBvcnRyYWl0X21heF93aWR0aCI6MTAxOCwicG9ydHJhaXRfbWluX3dpZHRoIjo3Njh9" msg_succ_radius="2" btn_bg="#ec3535" btn_bg_h="#c11f1f" title_space="eyJwb3J0cmFpdCI6IjEyIiwibGFuZHNjYXBlIjoiMTQiLCJhbGwiOiIxOCJ9" msg_space="eyJsYW5kc2NhcGUiOiIwIDAgMTJweCJ9" btn_padd="eyJsYW5kc2NhcGUiOiIxMiIsInBvcnRyYWl0IjoiMTBweCJ9" msg_padd="eyJwb3J0cmFpdCI6IjZweCAxMHB4In0="]
spot_img

Popolari

Ti potrebbe piacere anche
Correlati

A Cannes trionfa “Fjord”: la Palma d’Oro al film di Christian Mungiu

di Giovanni Ottone La Giuria premia il sesto lungometraggio del...

Giustizia, parte da Roma la mobilitazione per il Sì al referendum

In piazza Cavour oltre mille tra giuristi, politici e...

Addio a Giovanni Masotti, ha raccontato i cambiamenti nel mondo

La redazione di Pubblica Now si stringe attorno ai...