Attacchi aerei notturni sulla Siria orientale, firmati USA. Nel 21esimo giorno di guerra l’esercito americano ha colpito con le bombe due località legate al Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane.
Lo rende noto il Pentagono parlando di “risposta ai bombardamenti dell’Iran nei confronti di personale americano in Iraq e Siria”. Gli attacchi di autodifesa sono stati sferrati da caccia F-16 vicino ad Abu Kamal, città siriana al confine con l’Iraq.
Mentre l’esercito israeliano è entrato nel nord di Gaza questa notte per la terza volta in 24 ore attaccando le postazioni di Hamas, 21 soldati americani sono rimasti lievemente feriti dall’attacco di droni delle milizie filo-iraniane in Iraq e Siria dal 17 ottobre. Morto per infarto anche un appaltatore civile impiegato dagli Usa.
Il Pentagono ribadisce la non volontà di creare ulteriori ostilità o partecipare alle stesse. Ha infatti chiesto a tutti i Paesi di evitare misure che alimentino il propagare della guerra in altre regioni.
Gli Stati Uniti si sono comunque impegnati a trasferire forniture difensive a Israele. Nella drammatica situazione della striscia di Gaza sono entrati 74 camion di aiuti. Ben 7.000 palestinesi sono stati uccisi; 50 ostaggi sono stati giustiziati da Hamas ed il ministero della Sanità di Gaza ha pubblicato un documento di 212 pagine con nomi e numeri di identificazione di 7.028 palestinesi caduti nei bombardamenti.
La Jihad islamica palestinese ha in ostaggio più di 224 soldati e civili mentre i leader dei 27 Stati membri UE chiedono insieme “corridoi umanitari e pause” nei bombardamenti su Gaza.


